Un nuovo ordine fondato sulla fraternità e la dignità

A Link Media Festival don Dante Carraro, direttore del Cuamm - Medici con l’Africa, ha commentato la situazione internazionale, offrendo una visione sul futuro

Si è conclusa domenica 12 aprile la dodicesima edizione di “Link Media Festival”: tre giorni intensi di dialoghi, interviste e riflessioni sulle sfide globali del nostro tempo, con la partecipazione di oltre 70 esponenti, italiani e internazionali, del giornalismo, anche d’inchiesta, della scienza, dell’economia, della TV e della geopolitica. L’iniziativa, con cadenza annuale, è promossa e organizzata da Nem Nord-Est Multimedia, Il Piccolo e il Nordest.it, in collaborazione con l’Ordine dei Giornalisti e il Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia.

Nel tardo pomeriggio di domenica l’incontro conclusivo, avente per titolo “Venti di guerra”, è stato seguito da un folto pubblico nella “Link Arena”, la tensostruttura allestita in piazza Unità d’Italia. Si è affrontato il tema dei conflitti in corso e dello scenario internazionale di crisi e disordini. Il giornalista Marco Zatterin, editorialista dei quotidiani del Gruppo NEM Nord Est Multimedia ha condotto l’incontro, con ospiti Marco Varvello, per 20 anni responsabile dell’ufficio di corrispondenza RAI per il Regno Unito, dove tuttora abita e lavora, e don Dante Carraro, direttore di Cuamm – Medici con l’Africa, una Ong che da oltre 75 anni opera in nei Paesi più fragili dell’Africa sub-sahariana.  

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I due giornalisti hanno sintetizzato la situazione critica attuale a livello internazionale e le conseguenti ripercussioni per l’Europa e hanno chiesto a don Dante Carraro, quale sia la situazione in Africa. Don Carraro ha fatto notare quanto poco siano conosciuti in Europa gli effetti dell’attuale crisi economica sulla popolazione africana: «Se noi qui ci preoccupiamo per il caro carburante, nessuno pensa alle vittime che la situazione internazionale sta mietendo in Africa, dove i distributori sono a secco. Persino l’ambasciatore italiano in Etiopia» ha raccontato don Carraro «dopo una missione nel Sud del Paese si è trovato bloccato per mancanza di carburante. 

Per il Cuamm, non disporre di benzina per le ambulanze significa non poter consentire a una mamma di raggiungere l’ospedale per un cesareo d’urgenza: in questo caso, si rischia di perdere mamma e bambino. I vaccini e le medicine per l’Hiv e il morbillo, che hanno bisogno di essere refrigerati, non possono essere utilizzati».

«La decisione di Trump di tagliare il programma UsAid, il più grande fondo per la cooperazione internazionale» ha proseguito don Dante «sta avendo riflessi drammatici. In Sud Sudan questo fondo finanziava un terzo del budget della sanità».

«Un mondo impazzito» ha ricordato, da parte sua, Zatterin «dove alti prelati benedicono eserciti e affermano che Dio garantirà la vittoria ai leader che aprono nuovi fronti di guerra, e tutti i potenti, da Trump a Netanyahu fino ai pasdaran, si dichiarano difensori di Dio». 

«È una bestemmia» ha commentato il direttore del Cuamm 

«un conto è servire Dio e un altro è servirsi di Dio per avere vittorie sui più deboli. Dio difende i deboli. Ci sono pagine meravigliose su questo nel Vangelo, nella Torah e anche nella scrittura islamica».

«Ma se don Dante divenisse capo del governo mondiale, quale sarebbe» hanno chiesto i due giornalisti in tono cordiale «il primo provvedimento che adotterebbe, oltre a ripristinare programma UsAid?». 

«Bisogna anzitutto trovare un nuovo ordine» ha risposto don Carraro «che metta al centro i valori, anche laici,  della fraternità, del rispetto della dignità dell’uomo, della solidarietà, rendendoli concreti».

«Un’altra priorità» ha concluso «è rafforzare l’Europa, che ora non ha una politica estera comune».

Raffaello Maggian

Foto in evidenza: Raffaello Maggian

 

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