Assemblea sinodale: testo finale a ottobre, assemblea rinviata a novembre

La seconda Assemblea sinodale delle Chiese in Italia si è conclusa con un doppio rinvio: dell'approvazione del testo finale, ad ottobre, e dell'Assemblea della Cei

Il documento finale della seconda Assemblea sinodale delle Chiese in Italia verrà votato il 25 ottobre, in occasione del Giubileo delle équipe sinodali e degli Organismi di partecipazione. Farà seguito la fase di ricezione. È quanto si legge nella mozione votata e approvata dai circa mille partecipanti che si sono riuniti in questi giorni per esaminare le 50 Proposizioni che hanno fatto da sfondo ai lavori. Nel Consiglio episcopale permanente di ieri sera, inoltre, è stato approvato all’unanimità il rinvio a novembre dell’Assemblea della Cei di maggio. “Cogliendo la ricchezza della condivisione – si legge nella mozione – questa Assemblea stabilisce che il testo delle Proposizioni, dal titolo ‘Perché la gioia sia piena’, venga affidato alla Presidenza del Comitato nazionale del Cammino sinodale perché, con il supporto del Comitato e dei facilitatori dei gruppi di studio, provveda alla redazione finale accogliendo emendamenti, priorità e contributi emersi”.

Il bilancio dei lavori.

“In queste giornate assembleari sono emerse sottolineature, esperienze, criticità e risorse che segnano la vita e la vitalità delle Chiese in Italia, con uno sguardo partecipe e responsabile”, il bilancio stilato da mons. Erio Castellucci, presidente del Comitato nazionale del Cammino sinodale: “L’Assemblea di martedì mattina e le moltissime proposte di emendamento avanzate dai 28 gruppi richiedono un ripensamento globale del testo e non solo l’aggiustamento di alcune sue parti”, ha spiegato Castellucci: “i gruppi in queste due mezze giornate hanno lavorato molto bene, intensamente e creativamente, ritrovando nel testo talvolta anche ricchezze che non emergevano ad una prima lettura, e hanno integrato e corretto il testo; che tuttavia non si presenta ancora maturo”. “È stata definita da alcuni un’Assemblea ribelle, ma è stata piuttosto un’Assemblea viva: critica, leale, appassionata per la Chiesa e la sua missione”, la lettura del vescovo, che ha fatto notare come il percorso sinodale “rappresenta una novità per le Chiese del nostro Paese”.

Il messaggio al Papa e il briefing.

“Una palestra di sinodalità, che ci ha insegnato uno stile da mantenere anche in futuro”: così i quasi mille partecipanti descrivono a Papa Francesco, in un messaggio, le quattro giornate romane, definite dal card. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, durante il briefing finale con i giornalisti “una bella testimonianza di comunione”: “Siamo una Chiesa viva, e abbiamo voglia di vivere”. “L’Assemblea è stata caratterizzata da una vivacità prorompente, da una grande libertà ma anche da un grande senso ecclesiale”, ha commentato Zuppi: “Sarebbe stato fuori della storia e contro la comunione rispettare tappe che non corrispondono alla vita, alla storia, alle necessità delle nostre comunità. Nell’esaminare le Proposizioni, l’Assemblea ha ritenuto più opportuno avere un tempo congruo di maturazione, e da qui è nata la decisione presa all’unanimità dal Consiglio permanente. C’è una grande attesa di tradurre questo testo in scelte, per prendere decisioni ancora più profonde che riguardano il futuro della Chiesa”. “Occorre più tempo, soprattutto per affrontare meglio alcune questioni”, gli ha fatto eco mons. Valentino Bulgarelli, segretario del Comitato. Secondo Zuppi, “tra i partecipanti ha prevalso il desiderio di creatività, di farsi guidare dalla realtà e non da schemi prefissati”. “Avremmo preferito tutti quanti che venisse rispettato il calendario che ci eravamo dati – ha poi osservato –, ma non basta fissare un calendario e stabilire un organigramma più o meno puntuale, perché prevale la necessità di procedere in modo sinodale”. “È stata una lezione che si cerca di imparare”, ha aggiunto Castellucci: “in me resta la gioia di aver visto un’Assemblea che esprime in maniera quasi unanime l’attesa di qualcosa di più avanzato in senso evangelico”.

Le priorità.

Tra i temi giudicati prioritari e maggiormente emendati delle 50 Proposizioni, c’è quello del ruolo delle donne all’interno della corresponsabilità missionaria e della guida delle comunità ecclesiali. Lo ha rivelato Pierpaolo Triani, della presidenza del Comitato nazionale del Cammino sinodale, durante il briefing. Il tema, ha spiegato, si trova nella terza sezione del documento, che contiene 16 Proposizioni ed è stato esaminato da 10 gruppi di lavoro. Nove su dieci di essi hanno indicato, tra le quattro priorità da affrontare, il tema della “responsabilità ecclesiale e pastorale delle donne”. Altre priorità indicate dai gruppi di lavoro di questa sezione: l’obbligatorietà dei Consigli pastorali (8 gruppi su 10) e la riconfigurazione territoriale per una pastorale condivisa, con la possibilità di una “guida sinodale” delle comunità (7 su 10). Nella prima sezione delle Proposizioni esaminate dall’Assemblea, ha reso noto il relatore, 25 Proposizioni riguardavano il “rinnovamento sinodale e missionario della mentalità e della prassi pastorale”. Tra le quattro priorità, 8 gruppi di lavoro su 10 hanno indicato la Proposizione n. 5, sull’accompagnamento delle persone “in situazione affettiva particolare”, e la Proposizione n. 6, sulle Chiese locali e gli ambienti educativi. Sette gruppi su 10 hanno segnalato invece come prioritario l’accompagnamento personale dei giovani, 6 su 10 la cura delle persone fragili nelle Chiese locali. Nella seconda sezione delle Proposizioni, 8 gruppi su 8 hanno segnalato la necessità di “formare la maturità della fede attraverso la Parola di Dio” e un “percorso nazionale rinnovato dell’iniziazione cristiana”, mentre 6 gruppi su 8 hanno indicato come prioritaria la formazione integrale dei formatori.

M.Michela Nicolais (SIR)

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