Eucaristia, pane di Speranza

Continua il percorso in Diocesi per i ministri straordinari della comunione. Domenica 6 aprile il mandato in Cattedrale

Anche se è in vigore da vari anni, solo di recente il ministero straordinario della comunione sta crescendo in importanza nelle singole comunità parrocchiali. Si tratta della facoltà che la Chiesa conferisce ad alcuni laici di poter portare il Pane eucaristico, il Corpo del Signore Gesù, alle persone inferme: malati, anziani, immobilizzati, insomma a chiunque non è in grado di partecipare di persona alla Messa. Un servizio importante, dunque, ma sommesso e poco visibile. Eppure si fonda sull’espressione alta della carità del corpo ecclesiale.

È certamente un ministero liturgico, in quanto permette anche di aiutare i presbiteri e i diaconi nella distribuzione della Comunione durante le celebrazioni eucaristiche. Ma primariamente è un servizio di carità, in quanto rende concreta l’attenzione della Chiesa ai più fragili, portando loro la Carità vera, cioè il Signore Gesù. Ed è importante che il nome sia “ministri straordinari della comunione” e non “dell’eucarestia”: non è una diminuzione, ma una sottolineatura dell’estensione della comunione tra i presenti alla celebrazione eucaristica. È una comunione che si dilata e che raggiunge le persone oltre i muri della chiesa, attraverso le mani di altri fratelli e sorelle in Cristo. È dunque espressione forte del sacerdozio battesimale: i laici, incorporati a Cristo sacerdote con il battesimo, si fanno mani, voce e sorriso di Gesù che si piega sui malati e va a visitarli. Ed è un impegno di tutta la Chiesa, nel suo complesso e senza distinzioni. Per questo è necessario che coloro che si offrono per tale servizio siano formati e mandati. Certamente tutto parte dal cuore di coloro che sentono nascere la chiamata a tale ministero. Ma quando consegnano il loro desiderio alla comunità cristiana a cui appartengono, spetta al parroco accogliere la loro disponibilità e, in tal caso, presentarli al vescovo che, al termine di un periodo di formazione, può conferire loro un mandato (triennale) a nome di tutta la Chiesa.

I passaggi di questo percorso vengono, concretamente, gestiti dall’Ufficio liturgico diocesano. Questo è il secondo anno in cui si organizzano le tappe, partendo da quattro incontri formativi per i candidati al primo mandato o al suo rinnovo. Riproposti i quattro sabati di febbraio nei quali si è offerta una panoramica sulla celebrazione eucaristica nel suo alternarsi di riti e liturgie, nei suoi codici linguistici, nella scansione del ritmo spirituale; qualche cenno sulla preghiera eucaristica; la descrizione del rito della comunione alle persone inferme e infine come farsi prossimo alla persona malata dal punto di vista umano e cristiano, con la presenza di un operatore sanitario. Il percorso si è concluso con un breve colloquio per verificare l’efficacia del cammino svolto. Anche quest’anno l’itinerario si concluderà con il mandato, conferito dal Vescovo in Cattedrale, domenica 6 aprile durante i vespri delle ore 16.

La sorprendente partecipazione dell’anno scorso (69 iscritti) e quella significativa di quest’anno (45 iscritti) mette in luce come tale servizio sia prezioso e coinvolgente: coinvolgente per i fedeli che si riconoscono chiamati a portare il Signore nelle case della città e prezioso per chi lo attende con gioia e trepidazione. È un ministero che va dunque curato e valorizzato con una formazione continua. A tale scopo, sabato 5 aprile alle ore 10 in Seminario, verrà proposto ai ministri del 2024 un momento di approfondimento teologico, a cura di don Sergio Frausin, sul tema Eucarestia, pane di Speranza“.

Michela Brundu e don Davide Chersicla

 

 

 

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