Testimoni del ministero straordinario della comunione

Il racconto di due ministri straordinari che domenica 6 aprile riceveranno il mandato del Vescovo Enrico in Cattedrale

Pubblichiamo due testimonianze raccolte tra i candidati al ministero straordinario della comunione: la prima è di Gianna Putigna Fumo, impegnata in questo servizio da decenni, e la seconda è di Pierluigi D’Ambrosio, neoformato. Entrambi hanno seguito il percorso e domenica 6 aprile in Cattedrale riceveranno il mandato dal Vescovo Enrico.

 

Ricordo ancora con molta commozione la prima volta che mi sono ritrovata in modo del tutto casuale e non preordinato a distribuire la Comunione. Eravamo a Santa Caterina nella chiesa prefabbricata che quel giorno, per la presenza di tutto il gruppo scout, era strapiena: e il parroco mentre distribuiva la comunione mi ha chiamata ad aiutare per snellire la situazione…

A quella volta ne sono succedute altre sempre in momenti di grande affluenza. La Curia mi aveva rilasciato su richiesta del parroco una autorizzazione scritta firmata dal vescovo Bellomi (credo nel 1989). Poi, nel tempo, è stato organizzato un corso di preparazione lungo e complesso ma molto valido, qualche momento di incontro fino all’adozione dei “tesserini” da rinnovare ogni tre anni. Il mio servizio in parrocchia, sempre la stessa, è stato continuativo da allora sempre durante la S.Messa delle 10, quella frequentata da tutti i ragazzi. A me sono state aggiunte anche due persone che seguivano gli ammalati e quindi svolgevano il loro servizio nelle case. Mi sono ritrovata anch’io a portare la Comunione a persone amiche ammalate, ma in modo saltuario.

Ho partecipato volentieri a questo corso perché ritengo sia giusto che chi svolge questo servizio abbia l’obbligo, ogni tanto, di rinnovare le motivazioni e sentirsi sempre in ascolto. È stata un’occasione di dialogo e di confronto con altre realtà parrocchiali che vivono altre problematiche. Grazie quindi ai relatori auspicando che nel futuro si possano ripresentare dei momenti di incontro e di approfondimento: il nostro è un servizio che non può e non deve diventare un’abitudine…

Gianna Putigna Fumo

 

Fin da giovane mi sono impegnato attivamente in parrocchia e non solo, con i miei coetanei e i sacerdoti, per approfondire la mia fede in Gesù Cristo attraverso la sua Parola, cercando di capirla, di viverla nella mia quotidianità e dando ascolto alle persone più fragili o lontane dalla Chiesa. Con il servizio all’altare, durante la santa Messa, ho avuto il “privilegio” di essere sempre molto vicino a Gesù Eucaristia. Solo di recente, una domenica di qualche anno fa, un sacerdote mi ha chiesto se potevo aiutarlo a svolgere il servizio di distribuzione della Santa Comunione perché c’era un incalcolabile numero di fedeli, in attesa. Dopo aver ricevuto il Corpo di Cristo e una benedizione, il sacerdote mi ha posto nelle mani la pisside per la distribuzione. Ricordo ancora oggi la sensazione che ho provato: un misto di gioia, commozione e trepidazione.

Ho voluto saperne di più per rivivere profondamente quel momento con più responsabilità. E così ho partecipato, con l’approvazione del mio parroco, al Corso per Ministri Straordinari della Comunione realizzato dalla Diocesi di Trieste. È stato illuminante perchè la struttura, ideata in quattro incontri, ha stimolato l’interattività e il confronto tra tutti i partecipanti spaziando tra i gesti e le parole della Messa e facendo comprendere meglio il significato dell’Eucaristia. I due “docenti”, Don Davide e Michela, con la loro conoscenza, entusiasmo, senso pratico e alta capacità comunicativa hanno fatto davvero la differenza e non vedo l’ora di poter tornare a frequentare quegli incontri.

Ora ho 59 anni, un lavoro e una famiglia, ma il desiderio di incontrare Gesù Eucaristia e di farlo incontrare è quello di quando ero ragazzo. Attraverso il Ministero che riceverò tra poco, potrò aiutare altre persone che sono alla ricerca oppure malate: è davvero un momento di grazia da vivere responsabilmente e in pienezza, specie nel mese e nell’anno in cui un giovane Beato diventerà Santo e ha definito l’Eucaristia “la mia autostrada per il cielo“.

Pierluigi D’Ambrosio

 

 

 

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