L’incontro con Elisabetta Burla, garante dei diritti dei detenuti del Comune di Trieste, ha chiuso l’agenda degli appuntamenti per il 2025 del Centro Italiano Femminile (Cif) di Trieste.
L’avvocata Elisabetta Burla ha parlato del carcere e delle sue criticità, sia per chi vive la detenzione sia per chi ci lavora, e in una parte significativa del suo intervento, alla luce della sua esperienza costruita in anni di attento impegno, ha illustrato le opportunità di interventi necessari. In particolare,
per la sezione femminile, che è l’unica nella regione per eseguire la pena, ha ricordato i problemi di molte detenute a mantenere i contatti coi familiari, specie coi figli. In un carcere dove la preponderanza è maschile, ha sottolineato poi la difficoltà di tutte ad avere corsi di formazione o attività lavorative perché la precedenza viene data agli uomini e non sono previste opportunità per uomini e donne insieme.
Rimane una priorità che i corsi di formazione siano meglio rapportati con quella che è la richiesta sul territorio, confidando nel fatto che si possano conoscere persone disponibili ad inserire nelle attività lavorative le detenute e i detenuti una volta usciti dal carcere. Per il rientro in società, rieducazione e promozione della risocializzazione restano aspetti fondamentali nella loro complessità come il rispetto dei diritti dei detenuti e delle detenute.
Da parte del Cif, a motivare questo incontro molto partecipato, resta forte l’esigenza di continuare una presenza attenta al territorio perché, come ha ribadito recentemente il Presidente Mattarella nel contesto del Giubileo dei detenuti, il carcere non è un’isola e l’essere in relazione con il mondo esterno può diventare un’opportunità. È in questo spazio che si creano opportunità di impegno che l’Associazione intende seguire in collaborazione con le iniziative presenti sul territorio.
Mariella Grande
Presidente del Cif di Trieste
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