InFormaTeen: campagna sugli stili di vita in adolescenza

Perché tra gli adolescenti l’attività sportiva è in calo e come mai gli stili di vita sono così spesso esposti a comportamenti errati?

I dati sull’attività fisica e la salute degli adolescenti italiani non sono confortanti. Secondo HBSC (Health Behaviour in School‑aged Children), progetto di ricerca internazionale promosso dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, circa il 20% dei ragazzi tra i 15 e i 19 anni non pratica attività fisica e più del 25% risulta sedentario. Questo quadro si accompagna a un aumento eccessivo del peso corporeo: il 19% dei giovanissimi, infatti, appare in sovrappeso e il 9% di essi obeso. A tali fattori si aggiungono comportamenti a rischio come il fumo (10%) e il consumo eccessivo di alcol (21%)

Per contrastare questa tendenza, il 22 dicembre scorso, è stata lanciata InFormaTeen, ovvero una campagna nazionale di promozione dei corretti stili di vita in adolescenza. L’iniziativa, promossa dalla FOCE (Federazione degli Oncologi, Cardiologi ed Ematologi) in collaborazione con il Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI), la FIGC (Federazione Italiana Giuoco Calcio) e Poste Italiane, con il patrocinio del Ministero dello Sport e dei Giovani, nasce con l’obiettivo di diffondere informazioni scientificamente fondate sui comportamenti salutari, rivolgendosi in modo diretto e coinvolgente agli adolescenti e alle loro famiglie. Il progetto, attraverso un portale informativo web e i social media, intende promuovere l’adozione di abitudini quotidiane atte a ridurre il rischio di malattie cardiovascolari, tumori e altre patologie legate a comportamenti non benefici.

Ma perché tra gli adolescenti l’attività sportiva è in calo e come mai gli stili di vita sono così spesso esposti a comportamenti errati?

Molti di loro lamentano mancanza di tempo e calo della motivazione, soprattutto indicano gli impegni scolastici come ostacolo principale alla pratica sportiva. Altri fattori strutturali e culturali contribuiscono al fenomeno: scarsa disponibilità di impianti sportivi, spazi urbani poco sicuri per attività all’aperto, e una cultura sportiva meno orientata alla pratica attiva.

Il ruolo delle tecnologie digitali, inoltre, non è trascurabile. La fruizione eccessiva nel tempo libero di smartphone, social media e videogiochi compete con il tempo dedicato a sport e movimento. Così la sedentarietà tra i giovanissimi aumenta, producendo purtroppo effetti collaterali: livelli bassi di attività fisica si associano a sovrappeso, disturbi metabolici e non aiutano certo il benessere psicologico. La mancanza, poi, di una sana “cultura” del corpo, espone i teenager anche a condotte alimentari scorrette e al consumo di alcol e sostanze.

Molte ricerche in psicologia dello sviluppo e della motivazione indicano che l’attività fisica in adolescenza non è correlata solo a questioni “pratiche”, come appunto la disponibilità di tempo o di impianti, ma anche a fattori psicologici profondi. In uno studio pubblicato nel marzo 2025 sulla rivista BMC Psychology del Regno Unito, si evidenzia che “la decisione di un adolescente di fare o meno attività fisica dipende dalla fiducia in sé, dall’autonomia e dal supporto sociale che riceve”. Questi aspetti emotivi e identitari entrano in gioco molto prima delle raccomandazioni sulla salute o degli obblighi formali. Un basso senso di competenza, la mancanza di autoefficacia e una scarsa conoscenza dei benefici psicologici e fisici sono alla base dell’abbandono della pratica sportiva.

Secondo gli psicologi dello sport, anche l’eccessiva pressione delle aspettative sociali – incluse quelle di genitori e allenatori -, se irrealistiche o focalizzate troppo sui risultati possono determinare l’abbandono.

InFormaTeen, oltre a promuovere eventi in tutta Italia, punta a Milano-Cortina 2026, le prossime Olimpiadi invernali che riporteranno in Italia il grande sport internazionale: in questa circostanza il valore dei Giochi dovrebbe andare oltre le competizioni. La kermesse si propone, infatti, di rilanciare il ruolo dello sport come strumento di educazione, prevenzione e promozione della salute, soprattutto tra le nuove generazioni. Un messaggio quanto mai importante e urgente e che dovrebbe essere raccolto anche dalla scuola, dalla politica e dagli enti territoriali.

Silvia Rossetti (Sir)

Foto in evidenza: Mark Thomas da Pixabay

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