“Prima i bambini!” – la 48esima Giornata Nazionale per la Vita

Il Messaggio dei Vescovi e le numerose iniziative previste nella Diocesi di Trieste: un invito accorato a ripartire dai più deboli e fragili

Domenica 1 febbraio verrà celebrata la 48esima Giornata Nazionale per la Vita che la Conferenza Episcopale Italiana ha voluto quest’anno intitolare: “Prima i bambini!”.  Sottotitolo emblematico del documento la frase del Vangelo “Guardatevi dal disprezzare qualcuno di questi piccoli; perché io vi dico che i loro angeli in cielo vedono continuamente la faccia del Padre mio” (Mt 18,10).

I Vescovi invitano anzitutto a considerare la «accoglienza gentile e affettuosa di Gesù verso i piccoli» che sorprende molto i «suoi contemporanei», abituati piuttosto «a considerare assai poco i bambini».

La rivoluzione cristiana infatti, parte proprio da chi è più debole, fragile, abbandonato, malato o dotato di «difetti» e «imperfezioni». E Gesù arriva a dire, ribaltando un pregiudizio ancestrale, che bisogna diventare «come i bambini», per entrare nel «regno dei cieli» (Mt 18,3).

Venendo all’oggi, i Vescovi evidenziano le molte contraddizioni del tempo attuale. Da un lato infatti, la «nostra migliore cultura giuridica», contenuta in numerosi testi e dichiarazioni, parla con enfasi di «superiore interesse del minore». Ma poi, all’atto pratico, nel mondo contemporaneo, come si è andato progressivamente realizzando dopo la seconda guerra mondiale, si nota che «le vite dei bambini» vengono spesso «asservite agli interessi dei grandi». Tra questi asservimenti, il documento della CEI menziona i bambini-soldato, «rapiti e utilizzati come carne da cannone» nei tanti conflitti che si «combattono in varie parti del globo». I troppi bambini “vittime collaterali” delle guerre degli adulti: uccisi, mutilati, resi orfani, privati della casa e della scuola, ridotti alla fame, come effetto di bombardamenti indiscriminati. I bambini «fabbricati in laboratorio» per soddisfare, attraverso la procreazione artificiale, i «desideri degli adulti». A costoro viene negato il diritto di conoscere «uno dei genitori biologici o la stessa madre che li ha portati in grembo».

«Pensiamo ai bambini» prosegue il coraggioso testo episcopale, a cui viene sottratto il «fondamentale diritto di nascere» con l’aborto in generale o perché «non risultano perfetti» in seguito a qualche «esame prenatale». Moltissimi, fra questi, sono i bimbi affetti dalla sindrome di down soppressi con l’aborto, come rilevano le molte statistiche dei paesi cosiddetti avanzati.

Altri esempi citati dai Vescovi sono i bambini oggetto di «attenzioni sessuali» oppure quelli che subiscono violenze psicologiche in vari campi e, per quanto riguarda certe culture extra-europee, quelle pressioni esercitate su bambine «date precocemente in sposa», spesso a uomini «assai più grandi di loro».

Si parla poi dei bambini sfruttati in lavori pesanti, quasi schiavitù lavorative, coinvolti in «violenze domestiche» o usati da criminali senza scrupoli per «espiantare i loro organi», denunciando anche la piaga dei bambini costretti loro malgrado a migrazioni «faticose e pericolose, con esiti a volte mortali».

Da ultimo, il messaggio della Cei accenna al clima nichilista che imperversa specie nel mondo occidentale che spiega molte delle violazioni dell’infanzia sopra denunciate, osservando che i bambini vengono spesso «indottrinati da un’educazione ideologica». Educazione funzionale «non alla loro crescita», ma alla «diffusione di idee» che interessano «questo o quell’altro gruppo di potere».  Il riferimento all’ideologia del gender è sottinteso, ma appare abbastanza evidente.

A ben vedere, sostengono i nostri Vescovi,

«la pace, la libertà, la democrazia, la solidarietà non possono che iniziare dai più piccoli. Dove una società smarrisce il senso della generatività, servendosi dei figli invece di servirli e donare loro la vita, si imbarbariscono esponenzialmente anche le relazioni tra gli adulti – persone e comunità – dando spazio alla ricerca egoistica e violenta dei propri interessi».

Elementi positivi sono tuttavia individuati nella molteplice presenza nella società e nella Chiesa di persone e istituzioni che operano fattivamente per custodire i bambini, attraverso azioni di tutela e accoglienza delle maternità difficili e di protezione nelle situazioni di violenza, nell’educazione, nella risposta ai tanti bisogni e povertà delle famiglie numerose, nella prevenzione dello sfruttamento minorile nelle sue varie forme, nel sostegno fattivo alla genitorialità.

Ogni persona che mette al mondo dei bambini oppure si occupa dei piccoli, vale a dire genitori, nonni, insegnanti, catechisti, persone consacrate, famiglie affidatarie, dovrebbe, nell’opinione dei Vescovi italiani, «sentire la simpatia e la stima degli altri adulti, perché il servizio al sorgere della vita è garanzia di bene e di futuro per tutti».

Il testo integrale del Messaggio si può leggere cliccando qui.

Anche a Trieste la Giornata per la Vita verrà celebrata con alcune iniziative.

Domenica 1 febbraio, alle ore 10.00, al  “Burlo Garofolo” in via dell’Istria, Santa Messa celebrata dal Vescovo di Trieste nella Cappella dell’Ospedale pediatrico.

Nelle parrocchie triestine saranno offerte le “Primule per la Vita” a cura dei volontari del Centro di Aiuto alla Vita “Marisa”, il cui ricavato andrà a sostenere le molte iniziative a sostegno della madri in difficoltà. Qualora le comunità parrocchiali fossero interessate, i volontari del CAV di Trieste sono anche disponibili  per incontri di sensibilizzazione nelle stesse parrocchie sui temi della vita nascente.

La Commissione diocesana per la Pastorale familiare promuove un incontro pubblico il giorno 7 febbraio nella sala conferenze Bobi Blazen di via Rossini 4 (Palazzo Gopcevic), alle ore 17.00,  sul tema della infertilità della coppia, con relatrice la dott.ssa Raffaella Pingitore, medico specialista in ginecologia e ostetricia, e con testimonianze dirette di alcune famiglie. Introdurrà l’incontro il Vescovo di Trieste, monsignor Enrico Trevisi.

Infine, l’organizzazione FederVita del Friuli Venezia Giulia lancerà domenica 1 febbraio il nuovo concorso fotografico per il 2026, “La Vita in uno scatto”, che avrà la premiazione finale a maggio in occasione della Festa della Mamma.

                                                                                                                                        Giampiero Viezzoli

Centro di Aiuto alla Vita di Trieste

 

Foto in evidenza: dal sito CEI

 

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