La beatitudine del servizio, alla sequela di Gesù

Il ritiro di Quaresima della comunità diaconale tergestina a Muggia Vecchia: un tempo di ascolto e preghiera, guidato dal Vescovo, Enrico Trevisi

Sabato 21 febbraio, nella splendida cornice del Santuario di Santa Maria Assunta di Muggia Vecchia, si è svolto il ritiro quaresimale della Comunità Diaconale Tergestina, guidato dal Vescovo Enrico Trevisi e dal delegato diocesano don Andrea Destradi, a cui hanno partecipato, alcuni accompagnati dalle loro mogli, i diaconi permanenti, i candidati e gli aspiranti.

La partecipazione delle mogli al ministero del diacono coniugato è molto significativa, in quanto la sua vita ecclesiale va a innestarsi su quella coniugale e familiare, senza che le due dimensioni vadano in contrasto tra di loro.

La Comunità Diaconale si riunisce con regolarità durante l’anno, alternando incontri mensili formativi e liturgici (quest’anno iniziati con la presentazione della Lettera Pastorale del Vescovo), oltre che due incontri in Avvento e in Quaresima e un pellegrinaggio a fine anno pastorale.

Dopo la preghiera dell’ora media, il Vescovo ha presentato una lectio molto intensa incentrata sul capitolo 13 del Vangelo di Giovanni, in particolare sul noto brano della lavanda dei piedi, che nei Vangeli sinottici trova il suo parallelo nel racconto dell’Ultima Cena.

“La grandezza della Chiesa sta nel servizio, seguendo Gesù. Il diacono esprime con la sua vita questa dimensione dell’essere conformati al Cristo-servo che dona la vita: è ogni nostro umile servizio è espressione simbolica del suo donarsi, fino alla croce”, è stato uno dei tanti passaggi significativi della lectio, affidati alla successiva meditazione davanti all’Eucaristia solennemente esposta.

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Nel Vangelo di Giovanni, infatti, non troviamo il racconto delle beatitudini, o meglio, ne sono presentate due: quella della fede e, appunto, quella del servizio.

Nel contesto della lettera pastorale di quest’anno è apparsa particolarmente significativa la domanda aperta che il Vescovo ha inteso consegnare alla Comunità diaconale: “… come nella mia vita di diacono, nel mio concreto servizio, sto esprimendo la cura per una chiesa-comunione tutta protesa ad evangelizzare?”

Dopo la celebrazione della Santa Messa, la prima parte della giornata si è conclusa con il pranzo comunitario.

Nel pomeriggio, dopo un ampio spazio dedicato alle risonanze sulla lectio del Vescovo, don Andrea ha presentato il progetto di apprendimento, promosso della Conferenza Episcopale del Triveneto, sullo stato del diaconato nella Regione ecclesiale, organizzato su tre livelli:

  • un primo livello con un gruppo di lavoro che coinvolga alcune famiglie dei diaconi
  • un secondo livello che coinvolga alcuni sacerdoti che sono con essi in relazione
  • un terzo livello che coinvolga dei laici che li conoscono direttamente nei vari ambiti della vita sociale.

È poi intervenuto il diacono Piero Pesce, che ha brevemente riferito sui contenuti del recente convegno Triveneto svoltosi a Vicenza sulla formazione dei diaconi e sull’incontro della Commissione Triveneta sul diaconato.

La giornata si è conclusa alla metà pomeriggio con la preghiera dei Vespri.

Giosuè Maiolino

 

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