La Quaresima è un tempo di attesa, di ascolto della Parola e di digiuno. Un cammino da fare assieme che attraversa la passione, la morte e la resurrezione del Signore. Un tempo lungo, durante il quale possiamo prepararci ad accogliere il mistero del Dio che si è fatto uomo e che è morto e risorto per la nostra salvezza. Un vero e proprio mistero da accogliere con fede. Una di quelle cose della vita che non sempre riusciamo a comprendere con la razionalità e forse non troviamo neanche le parole adeguate ad esprimerla.
Per queste ragioni abbiamo pensato di farci accompagnare dai versi di alcuni poeti. Papa Francesco li definiva «occhi che guardano e che sognano», «voce delle inquietudini umane» e «coloro che plasmano la nostra immaginazione». Lasciamoci quindi abitare, in questo tempo così denso, anche dalle parole poetiche che, in tempi e modi diversi, hanno saputo cogliere e dar voce ai desideri e alle inquietudini che abitano il cuore umano quando incontrano Dio. Come scriveva papa Francesco: “La parola della poesia raccoglie gli inquieti desideri che abitano il cuore dell’uomo, perché non si raffreddino e non si spengano. Questa opera permette allo Spirito di agire, di creare armonia dentro le tensioni e le contraddizioni della vita umana, di tenere acceso il fuoco delle passioni buone e di contribuire alla crescita della bellezza in tutte le sue forme”.
La grandezza di Dio (The Grandeur of God) Il mondo è carico della grandezza di Dio.
Essa sprizzerà, come lampo da metallo scosso;
si raccoglie a grandezza, come olio spremuto.Perché gli uomini non riconoscono più il suo passo?
Generazioni hanno calcato, calcato, calcato;
tutto è bruciato dal traffico, annerito dal lavoro;
l’odore dell’uomo copre la terra.E tuttavia la natura non si consuma mai:
vive nel profondo delle cose
la freschezza più cara.E se anche l’ultima luce scende a occidente,
oh, al mattino, dall’oriente bruno,
la luce ritorna —perché lo Spirito Santo
sul mondo curvo
aleggia
con ali calde
e con luce.(Gerard Manley Hopkins)

| Gerard Manley Hopkins, nato a Stratford il 28 luglio 1844, è stato un gesuita e poeta inglese. Studiò a Oxford dove si convertì al cattolicesimo. Svolse il suo ministero sacerdotale a Londra, Oxford, Liverpool e Glasgow e si stabilì a Dublino dove ottenne la cattedra di letteratura greca all’università. Morì in quella città l’8 giugno del 1889 e le sue liriche furono pubblicate tutte postume. |
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