Domenica 8 marzo 2026 il Vescovo ha celebrato la Messa a Sant’Antonio Taumaturgo continuando, così, negli anni quella che per il Centro Italiano Femminile (CIF) di Trieste è diventata una bella tradizione, ovvero la scelta di condividere nella Messa in occasione della Giornata internazionale della donna: un tempo da dedicare tutte insieme al raccoglimento e misurarci intorno alla Parola.
Da sempre il CIF è impegnato per “il rispetto dei diritti umani e della dignità della persona secondo lo spirito e i principi cristiani […] per promuovere – in particolare- […] una cultura attenta alla dignità della donna e allo sviluppo delle sue capacità”.
Nell’omelia, monsignor Enrico Trevisi ci ha ricordato che
“Si fanno tante manifestazioni in questa Giornata internazionale della Donna. Noi siamo convinti che dobbiamo chiedere luce a Dio. Restare in ascolto del suo progetto di salvezza. Non sempre come cristiani lo siamo stati e non sempre lo siamo anche ora. Spesso ci lasciamo condizionare dallo spirito del mondo e dunque dal peccato, non dallo Spirito Santo”.
Chiedere a Dio la luce per illuminare le vie che percorriamo è oggi sempre più urgente e necessario perché i tempi delle scelte sono resi drammatici dagli scenari internazionali di guerra e dalle situazioni quotidiane di violenze e ingiustizie che viviamo nella nostra società. Eppure, sembrano non stupirci più, come se la banalità del male, espressa provocatoriamente da Hannah Arendt, fosse ancora da scoprire. Siamo talmente indaffarati a seguire lo spirito del mondo da dimenticare il senso degli stessi affanni e Marta continua a bisticciare con Maria e comunque ci sentiamo innocenti perché il Bene Comune è diventato un concetto tanto obsoleto da non appartenerci più.
Diventa un impegno restare in ascolto. Fermarsi e considerare e valutare e renderci conto che comunque resta la sete di Dio perché non è saziata dai beni della terra né da tutti gli idoli che sempre sono in agguato, come ha ricordato il Vescovo nella sua omelia.
Anche il rapporto uomo-donna
“nonostante tanti buoni propositi risulta ancora compromesso da discriminazioni, da oppressioni, da violenze”.
L’omelia di monsignor Enrico Trevisi, nell’analisi del presente, definisce con parole precise il senso del nostro impegno anche come CIF per la tutela della dignità di ogni persona. Ne indica gli ambiti: famiglia, società, mondo del lavoro, Chiesa.
Restare in ascolto, quindi, e
verificare, nell’umiltà intelligente di chi si mette in gioco in prima persona, quale possa essere il proprio contributo. Restare in ascolto per comprendere le esigenze del presente e nell’azione camminare insieme come Popolo di Dio.
Mariella Grande
Presidente del Centro Italiano Femminile di Trieste
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