Ilia II, simbolo di pace, unità e comprensione

A San Spiridione, grande partecipazione alla commemorazione del Patriarca della Georgia. Uomo di dialogo, ha guidato la chiesa georgiana per quasi mezzo secolo.

Il 21 marzo, la comunità georgiana di Trieste ha gremito il Tempio Serbo di San Spiridione con tanti fiori e le icone georgiane per onorare con la preghiera in suffragio l’amatissimo Catholicos-Patriarca di tutta la Georgia, Ilia II, mancato lo scorso 17 marzo. È stata ordinata inoltre una grande corona di fiori di 1,5 m di diametro che a nome della comunità georgiana di Trieste è stata portata alla Cattedrale di Tbilisi.

Padre Raško, il parroco del tempio, è stato affiancato dal parroco della comunità moldava, padre Ioann, e dal parroco della comunità rumena, padre Valentin, per celebrare insieme la funzione commemorativa. Erano presenti i membri della Commissione diocesana per l’Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso. Dopo la Cerimonia è stato letto il seguente messaggio del vescovo Enrico Trevisi alla comunità georgiana: 

«Mi unisco spiritualmente a voi. Il Signore accolga il Patriarca nella sua luce e benedica la Chiesa della Georgia»

Ilia II, guida spirituale della Georgia per 49 anni, era profondamente amato dal popolo, come dimostra l’incessante flusso di persone che in questi giorni giungono da ogni angolo della Georgia per inginocchiarsi davanti al suo cofano funebre. E tanti di loro sono i suoi “figli”, perché nel 2008, rivolgendosi alla nazione, dichiarò di essere disposto a fare da padrino a ogni terzo bambino di famiglia georgiana. Georgiani da tutto il mondo iniziarono ad affluire dal patriarca per battezzare i figli. Così, divenne padrino di 50mila neonati.

Il Patriarca ha sempre partecipato al dialogo ecumenico. Ha invitato due volte in Georgia i papi: San Giovanni Paolo II nel 1999 e Papa Francesco nel 2016. Oltre a dipingere, suonava il pianoforte e componeva musica per inni religiosi e canti che vengono eseguiti durante le liturgie. Particolarità da segnalare: scrisse anche un’“Ave Maria” in latino.

Lo ha descritto al meglio il Cardinale Claudio Gugerotti, grande amico del popolo georgiano, visitando in questi giorni di lutto l’Ambasciata Georgiana presso la Santa Sede: «Sua Santità è stato il pilastro spirituale e onnicomprensivo che ha unito la nazione georgiana per decenni. La sua opera è diventata una forza che ha rafforzato la continuità storica, il patrimonio culturale e l’identità nazionale della Georgia.

La sua saggezza, la sua profondità spirituale e la sua opera poliedrica, che spazia dalla teologia all’arte, hanno avuto un profondo impatto sia sulla Georgia che sulla comunità internazionale. Egli è già un simbolo di pace, unità e comprensione!».

Alexander Jariashvili
(membro della Comunità Georgiana di Trieste e della Commissione Ecumenica Diocesana)


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