La Settimana Santa è il momento più importante dell’Anno Liturgico, che culmina nella Pasqua. Aiutati dall’Ufficio Liturgico diocesano, approfondiamo la liturgia e i riti con cui la Chiesa fa memoria della Passione e Morte del Signore fino alla gioia della sua Risurrezione.
In questo giorno e nel giorno seguente, la Chiesa, per antichissima tradizione, non celebra l’Eucaristia.
Nelle ore pomeridiane ha luogo la celebrazione della Passione del Signore. Si commemorano i due aspetti del mistero della croce:
- la sofferenza che prepara la gioia di Pasqua,
- l’umiliazione e la vergogna di Gesù da cui sorge la sua glorificazione.
Oggi è già Pasqua: Cristo che muore sulla croce “passa” da questo mondo al Padre; dal suo costato sgorga per noi la vita divina: noi “passiamo” dalla morte del peccato alla vita in Dio.
La celebrazione si svolge in tre momenti:
- Liturgia della Parola
- Adorazione della Croce
- Comunione eucaristica.
L’azione liturgica è dominata dalla croce; manifestazione luminosa dell’amore divino spinto alla follia, la croce lascia spazio solo al silenzio e alla contemplazione.
Questa solenne azione liturgica comincia con la prostrazione dei ministri e la preghiera silenziosa, in ginocchio, di tutta l’assemblea. La liturgia della Parola si conclude col Passio seguito dalla solenne Preghiera universale, modello di ogni preghiera innalzata dal Popolo.
Segue l’Adorazione della Croce: dopo la solenne ostensione, ogni fedele è chiamato a genuflettersi e baciarla.
La liturgia si conclude con la distribuzione della Comunione e l’assemblea si scioglie in silenzio.
Nella chiesa non c’è più la presenza delle Sacre Specie e l’altare viene spogliato.

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Prima Lettura: Isaia 52,13-53,12 (Egli è stato trafitto per le nostre colpe) |
A cura dell’Ufficio Liturgico diocesano
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