Per un tempo di pace e di concordia educativa

Una folta partecipazione alla Veglia di preghiera per il mondo della scuola presieduta dal Vescovo Enrico Trevisi

L’Ufficio scuola e pastorale scolastica della Diocesi di Trieste ha promosso, per la sera di mercoledì 30 settembre, una Veglia di preghiera per il mondo della scuola, presieduta dal Vescovo, presso la chiesa della Beata Vergine del Soccorso.

Tante delle parole contenute nelle testimonianze  e nei testi biblici proposti  sono state poi richiamate da don Enrico Trevisi nel suo intervento, nel corso del quale ha auspicato un tempo di pace e concordia educative per costruire assieme una comunità educante guidata da adulti maturi 

“con l’impegno di adulti consapevoli del loro ruolo: un ‘io’ che sa fare spazio a molti ‘tu’, per diventare un ‘noi’” (Tognolini)

E ancora:

“Il grande compito educativo della scuola è quello di offrire alla vita delle nuove generazioni la via della parola come alternativa alla spinta feroce della violenza. Quale testimonianza siamo in grado di offrire ai nostri figli?”  (Recalcati) 

Al centro dell’ azione della comunità educante, ha detto il vescovo, ci deve essere ogni persona, a partire dai più fragili

“E se l’appello non fosse un semplice elenco? Se pronunciare un nome significasse far esistere un po’ di più chi lo porta?” (D’Avenia) 

Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: “Zaccheo, scendi subito,perché oggi devo fermarmi a casa tua”. In fretta scese e lo accolse pieno di gioia. (Luca 19,5-6).

Non avrei mai pensato che un giorno avrei dovuto raccontare un dolore così grande, né che avrei attraversato una prova così profonda. Eppure eccomi qui, ancora viva. Agli studenti che hanno gridato aiuto, che hanno pianto, che si sono spaventati e hanno visto qualcosa che nessuno dovrebbe vedere a tredici anni: sappiate che ho il solo desiderio di rivedervi crescere sereni e protetti”. (Mocchi) 

La necessità di sognare un mondo diverso, mentre la realtà ci sorprende, questo il richiamo di monsignor Trevisi e tantissimi i richiami anche alle parole di papa Leone che nella Magnifica Humanitas (n.14 – n. 238) ci esorta ad abbandonare le parole che umiliano e alimentando paure sterili. Ecco alcuni dei richiami offerti dal nostro Vescovo:

  • Rivolgendosi ai giornalisti, il 12 maggio 2025, il Papa richiamava alla “beatitudine degli operatori di pace, che richiede una comunicazione delle relazioni educative. La pace comincia da ciascuno di noi, dal modo in cui guardiamo l’altro e lo ascoltiamo”.
  • “Dobbiamo dire no alle parole della guerra. La scuola di per sé è incontro inter generazionale, ove si può trovare qualcuno che ascolta. Aiutiamo le nuove generazioni a costruire il cuore, a trovare il modo di gestire le proprie interiorità. […] Investiamo  nell’educazione, abbiamo bisogno di adulti che siano artigiani dell’educazione. Curiamo le relazioni, la persona chiede di essere riconosciuta,ci siano case e scuole di pace ovunque. Bisogna educare alla verità, non possiamo sostenere che tutto è opinabile”.
  • Il Papa evoca il legame tra verità e educazione, un tema che dobbiamo approfondire: “In una scuola laica, manteniamo il punto fermo della dignità della persona, chiediamo al Signore di poter fare la nostra parte” (Papa Leone alla Veglia per la pace dello scorso 11 aprile).

don Manfredi Poillucci

Foto: Luca Tedeschi

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