Nella giornata di giovedì 8 ottobre presso la Casa delle Beatitudini sono ripresi i consueti ritiri del clero, con cadenza pressoché mensile: sono una buona occasione, offerta a tutti i presbiteri, per vivere assieme un momento di riposo, di fronte al Signore, con la possibilità di condividere anche il pranzo.
Nella giornata di oggi si è presentata anche l’occasione di poter conoscere ed ascoltare monsignor Giampaolo Dianin, già Vescovo di Chioggia, ora Arcivescovo di Gorizia.
Da subito, monsignor Giampaolo ha voluto farci intendere che questo ritiro
è solo una delle occasioni di collaborazione che ha trovato già in atto tra le tre Diocesi di Gorizia, Trieste e Udine e che, per noi, questa sinergia deve essere motivo di vanto.

Il contenuto dell’incontro era legato alla lettera pastorale del nostro Vescovo “Sulla tua parola”, titolo che nasce da un testo del Vangelo di Luca, al capitolo quinto, nel primo capitolo, versetti 1-11: l’intervento del Vescovo Dianin è stato proprio una lectio divina su questa Parola.
Otto i punti presi in considerazione.
Partiamo dalla premessa.
«Se il testo ci parla di una pesca miracolosa, abbondante quanto inattesa dobbiamo entrare in sintonia con il mare che ci circonda dove forse i pesci si sono fatti più furbi, il numero delle “ditte” addette alla pesca si sono moltiplicate e anche il numero dei pesci disponibili è diminuito. Ma anche in queste mutate condizioni vi può essere l’occasione opportuna per una buona pesca».
A seguire i diversi punti:
- la barca di Pietro, su cui sale Gesù, è paragonabile alla nostra stessa vita, dovremmo essere capaci di darle un nome preciso, è il nostro sacerdozio, il nostro incarico, la comunità a noi affidata;
- come per Pietro, così per noi, questo spesso può essere un luogo di fallimento!
- ma oltre il fallimento, proprio perché Cristo sale con noi, possiamo puntare in alto (Duc in altum), possiamo scendere in profondità e cogliere proprio quel luogo come il luogo da cui Gesù ci parla. Andare oltre il fallimento non vuol dire riparare agli errori commessi, ma saperli integrare nella prospettiva di Dio;
- la condizione per capire una diversa prospettiva e per ripartire e cogliere la presenza del Signore e riporre in Lui la nostra fiducia. La condizione è quindi la relazione con Cristo. Ermes Ronchi, citato da monsignor Dianin, sintetizza così la presenza di Cristo che ci dice: “Se stai con me io ti insegnerò ad uscire dalle secche della delusione”;
- nel testo segue un dialogo, prima al plurale poi al singolare e viceversa, le richieste del Signore implicano una risposta corale di Chiesa, sinodale, fatta insieme. Se Cristo interroga personalmente, i pesci si pescano assieme!
- i frutti non sono necessariamente sempre miracolosi: forse il frutto più importante è la tenacia che viene dalla rinnovata fiducia in Lui;
- in questa dinamica emerge quale sia la nostra vita, una vocazione che matura nei fatti: non è compiuta il primo giorno della nostra vita sacerdotale, ogni giorno la scelta al sacerdozio si fa più adulta, nelle diverse occasioni della vita;
- e così saremo pescatori o, in altre versioni del Vangelo, pastori, ma che danno vita, che donano la propria vita: non che divorano il gregge o il pescato per il loro interessi.
La riflessione sulla
gratuità, come leitmotiv del vivere da prete,
è la tematica conclusiva con la quale monsignor Giampaolo ci ha congedati, ben consapevoli che con la sua nomina a Metropolita di Trieste molte saranno le occasioni per incontrarci.
don Alessandro Cucuzza
Foto: Diocesi di Trieste
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