L’intelligenza artificiale (IA) non è più soltanto una tecnologia del futuro. È già entrata nelle nostre vite: nel modo in cui cerchiamo informazioni, lavoriamo, comunichiamo, prendiamo decisioni e persino nel modo in cui guardiamo a noi stessi. Ma proprio per questo l’IA ci pone una domanda che va ben oltre la tecnologia: che cosa significa davvero pensare, conoscere, comprendere, scegliere? E che cosa significa essere intelligenti? Chiamare una macchina “intelligente” ci costringe, infatti, a interrogarci sull’intelligenza umana. Quando una macchina riconosce un volto, traduce una lingua, compone un testo, formula una diagnosi o conversa con noi, che cosa sta realmente facendo? Sta comprendendo? Sta pensando? Oppure sta realizzando qualcosa di profondamente diverso da ciò che accade nella mente e nella coscienza di una persona?
Da queste domande nasce l’idea di questo corso che
propone un viaggio attraverso la storia e il funzionamento dell’intelligenza artificiale, dalle intuizioni di Alan Turing alle reti neurali, dal machine learning ai Transformer e ai Large Language Models. Ma il percorso non si ferma “dentro la macchina”: incontra le neuroscienze e la filosofia, la robotica e la medicina, la scuola e il giornalismo, la finanza e il diritto.
L’IA non è soltanto una questione tecnica, è anche una questione sociale, economica, politica ed etica. Ci interroga sul potere dei dati, sul lavoro, sull’ambiente, sulla responsabilità delle decisioni e sugli equilibri geopolitici. Ci obbliga a chiederci non soltanto che cosa le macchine saranno capaci di fare, ma che cosa noi saremo disposti a delegare loro. E infine c’è la domanda più importante: che cosa accade all’uomo quando costruisce macchine sempre più capaci di imitare alcune delle sue facoltà?
È qui che il percorso incontra la tradizione cristiana. La Chiesa non guarda alla tecnologia con paura né con ingenuo entusiasmo ma cerca di discernere ciò che essa può offrire alla dignità della persona e ciò che, invece, rischia di minacciarla. Dalla Rerum Novarum alle nuove “res novae” del nostro tempo, la Dottrina Sociale della Chiesa offre strumenti per interrogare il cambiamento tecnologico a partire dalla centralità della persona. “Magnifica humanitas”: è questa la prospettiva conclusiva del corso. Non una difesa nostalgica dell’umano contro le macchine, ma la ricerca di ciò che rende l’uomo irriducibile a una macchina. Perché forse la domanda decisiva che l’intelligenza artificiale ci consegna non è se un giorno le macchine arriveranno a pensare come noi: ci chiede di capire, prima di tutto, che cosa significa per noi pensare, comprendere, essere liberi, amare e vivere da persone. Questo corso, quindi, vuole partire dall’IA per tornare all’uomo.
Il Corso, organizzato dal Laboratorio Scienza & Fede e dalla Pastorale Universitaria della Diocesi di Trieste, gode del Patrocinio del Dipartimento di Matematica, Informatica e Geoscienze dell’Università degli Studi di Trieste.
Gli incontri di terranno presso il Seminario Vescovile di via Besenghi 16, come da calendario, dalle 18 alle 20, con la possibilità di seguire gli incontri da remoto. Quota di iscrizione, 50 Euro da versare in contanti nei giorni in cui si partecipa alle lezioni oppure da inviare tramite bonifico.
Per informazioni e iscrizioni, scrivere a scienzaefede@diocesi.trieste.it

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