“L’Insegnamento della religione cattolica rappresenta un laboratorio di cultura e di umanità dove si impara a decifrare il codice culturale che ha plasmato la nostra storia e a sviluppare uno sguardo critico e costruttivo”. Lo afferma la Presidenza della Cei nel messaggio diffuso oggi in vista della scelta di avvalersi dell’Insegnamento della religione cattolica (Irc) per l’anno scolastico 2026/27. Secondo i dati relativi all’anno 2024/25, la media nazionale di avvalentisi è pari all’82,27%. “Da molti anni, oltre l’80% degli studenti italiani decide di frequentare questa disciplina, segnando la sua costante presenza nel panorama scolastico come uno spazio di libertà, di dialogo, di responsabilità”, sottolineano i vescovi. Citando Papa Leone XIV, il messaggio ricorda che l’essere umano “non è un sistema di algoritmi: è creatura, relazione, mistero” e che “finalità dell’Irc è sviluppare quella intelligenza spirituale che permette di muoversi con rispetto e saggezza nel panorama contemporaneo, anche nell’incontro con le diverse tradizioni religiose”. Ai genitori i vescovi chiedono di offrire ai figli “una bussola per orientarsi nel mare agitato della vita”. Agli studenti: “Portate nell’Irc la vostra curiosità, i vostri dubbi, persino le vostre ribellioni”.
Riccardo Benotti (SIR)



