Mi chiamo Katarina e entrambi i miei figli sono nati e cresciuti a Trieste. Da quando abbiamo avuto la possibilità di frequentare l’ora di religione, davo per scontato di fare l’iscrizione. Sono cresciuta in un paese ex comunista, dove la religione era vietata a scuola e dovevo frequentare di nascosto pure il catechismo in chiesa. Vedere i miei figli seguiti dall’istruzione pubblica verso il Signore lo vedo come un privilegio. I docenti che fanno vedere loro l’importanza della fede nella vita reale attraverso gli strumenti a loro vicini è molto apprezzato.
Mio figlio Samuel tornava sempre carico dalle elementari perché il suo maestro di religione lo capiva e parlavano pure dello sport; mia figlia Emilia, che frequenta la prima elementare, apprezza molto la lettura delle storie bibliche e il disegno.
Considerato che abbiamo con mio marito le famiglie lontane, la scuola è la nostra seconda casa e i docenti fanno la parte della famiglia. Grazie per questa opportunità e spero che un giorno anche la nuova generazione troverà le proprie risposte nel Vangelo apprezzando i valori insegnati sia a casa che a scuola.
Katarina
Una cena tipo, di una giornata tipo a casa nostra:
– Cos’hai fatto oggi a scuola?
– Niente.
– … per religione?
– Niente, ABBIAMO PARLATO… mamma, ma tu cosa ne pensi di…”
… e poi si va avanti così in un dibattito dai toni più o meno accesi a cui partecipano tutti anche i fratelli più piccoli… vedete, spesso, del valore dell’ora di religione noi ce ne accorgiamo a cena.
A me colpisce quando uno dei miei figli riporta a casa una domanda nata tra i banchi durante l’ora di religione. Vedere un adolescente che mette in discussione i suoi (… e i tuoi) pregiudizi perché un docente stimolante lo ha provocato è il massimo. È lì che l’ora di religione diventa educazione civica, empatia e senso di responsabilità.
Per la nostra famiglia avvalersi dell’ora di religione non è soltanto un fatto confessionale, per noi è una scelta culturale. Vogliamo che i nostri figli abbiano le “chiavi” per capire la società di oggi, che è un puzzle complicatissimo in cui la presenza delle religioni gioca un ruolo fondamentale.
Pensiamo che l’ora di religione non sia qualcosa di superato, almeno per la nostra famiglia non è stato così. I nostri figli fin da piccoli hanno avuto la fortuna di incontrare docenti di IRC preparati e in gamba, di quelli autentici, che sanno guardare oltre il rendimento scolastico, capaci di stabilire con i ragazzi un rapporto umano che va ben oltre il “programma”.
In più occasioni le scintille di curiosità accese durante l’ora di religione ci hanno permesso di affrontare in famiglia temi che altrimenti resterebbero nell’ombra: questioni etiche, sfide sociali o riflessioni sulla felicità.
Come genitori di 6 figli siamo grati per la presenza dell’IRC in tutti gli ordini di scuola: per noi è un’opportunità preziosa che arricchisce profondamente il vissuto della nostra famiglia… cena dopo cena!
Ester e Edoardo Chicco
Foto Siciliani-Gennari/SIR
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