“Povertà Invisibili” per dare luce alle fragilità silenziose

Avviata la campagna quaresimale della Caritas e della Diocesi di Trieste: si può contribuire con donazioni economiche o offerta di tempo per il volontariato

Portare alla luce le fragilità che non fanno rumore: questo l’intento della campagna “Povertà Invisibili” lanciata in occasione della Quaresima 2026 dalla Caritas Diocesana e dalla Diocesi di Trieste.

«Sono povertà discrete, nascoste dietro volti sereni e vite ordinate»

spiega padre Giovanni La Manna, direttore della Caritas diocesana in una lettera «ma reali e presenti nei nostri quartieri e nelle nostre comunità». Tra povertà energetica, povertà sanitaria e lavoro povero – per citarne solo alcuni “volti” – la povertà ormai si presenta sempre di più nella sua multidimensionalità e nella sua complessità. Ma non basta vedere (quando si riesce a farlo): serve rispondere in qualche modo, perché una povertà trascurata e non vista rischia di diventare, per una persona, da condizione intermittente a condizione permanente. Con tutte le conseguenze che ciò comporta.

La campagna “Povertà Invisibili” – che invita la comunità diocesana e cittadina a donare economicamente, secondo le proprie possibilità, o a donare tempo, offrendo disponibilità per il volontariato nei servizi Caritas o nella propria parrocchia – andrà ad alimentare il “Fondo Diocesano di Solidarietà”

che è nato per sostenere, tra le altre, le persone adulte sole in situazione di precarietà e solitudine e le famiglie in situazione di povertà, in particolare, per sostenere le cure sanitarie (comprese quelle odontoiatriche) rimandate per mancanza di disponibilità economica, il pagamento delle bollette per il gas e l’energia elettrica che non riescono a essere saldate, cercando di dare anche sostegno a chi vive il fenomeno, sempre più dilagante, del lavoro povero (i cosiddetti working poors) a causa del quale, pur in presenza di un’occupazione, lo stipendio è insufficiente per far fronte anche alle spese ordinarie.

Chi potrà beneficiare di un aiuto da questo Fondo?

«Chi è seguito dal Centro di Ascolto diocesano e dal Refettorio, chi è accompagnato dai Centri di Ascolto parrocchiali e anche quanti vengono segnalati dalle Parrocchie, preziose “antenne” capaci di intercettare con discrezione i bisogni nascosti» si legge ancora nella lettera di padre La Manna «la dignità» prosegue «spesso sceglie il silenzio».

In particolare in questo Tempo di Quaresima – nel quale la carità è uno dei pilastri da vivere per incamminarsi verso la Pasqua – la comunità tergestina è invitata ad attivarsi per essere sguardo discreto, ma vigile sulle “povertà della porta accanto”, ma è anche chiamata a offrire il proprio dono, in denaro o in tempo da dedicare all’ascolto e all’accompagnamento di chi è più fragile, per contribuire a rinforzare una rete di supporto e solidarietà che può prendere in braccio le persone e le famiglie nel momento del bisogno.

Per le donazioni economiche è possibile:

  • Fare un bonifico su un conto dedicato intestato a Fondazione Diocesana Caritas Trieste Onlus – Via Cavana 15 – 34124 Trieste
    C.F. 90127730324 presso INTESA SAN PAOLO SPA (IBAN:IT30J0306909606100000159529) con
    Causale: “Povertà Invisibili”.
  • Donare con carta di credito, collegandosi alle pagine “Aiuti materiali” o “Progetti” di www.caritastrieste.it
  • Lasciare un’offerta nelle chiese della nostra Diocesi rivolgendosi ai parroci.

Chi, invece, desidera donare il proprio tempo per un servizio di volontariato, può scrivere una mail all’indirizzo volontariato@caritastrieste.it indicando come oggetto “Povertà Invisibili” oppure può rivolgersi alla propria parrocchia di riferimento.

Ciascuno, nel proprio piccolo, può contribuire: il poco di ciascuno sarà molto, perché moltiplicato e distribuito, per “saziare” il bisogno di molti.

Luisa Pozzar

 

 

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