Francesco d’Assisi, radicalmente evangelico

Dall'Ostensione pubblica ad Assisi alle iniziative per l'Anno Giubilare in diocesi: pellegrinaggi, celebrazioni e incontri nelle scuole

Nel 2026 ricorre l’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi, una delle figure più amate e universali della storia della Chiesa. Per ricordare questo anniversario dal 10 gennaio 2026 al 10 gennaio 2027 sarà celebrato un Anno giubilare francescano, un tempo di grazia per riscoprire l’attualità del suo messaggio evangelico.

A 800 anni dalla sua morte, Francesco continua a parlare con sorprendente forza all’uomo contemporaneo. Francesco fu un uomo conquistato dal Vangelo. Dopo una giovinezza segnata dal desiderio di gloria e di successo,

l’incontro con Cristo lo portò a una profonda conversione. Da quel momento la sua vita fu guidata da un unico desiderio: vivere il Vangelo sine glossa, senza compromessi, nella povertà, nella fraternità e nella pace.

La sua spiritualità è segnata da alcuni tratti essenziali:

  • la fiducia nella paternità di Dio
  • la fraternità universale che abbraccia ogni uomo e ogni creatura
  • lo sguardo contemplativo sulla bellezza del Creato.

 

Per questo Francesco è oggi riconosciuto come uno dei grandi testimoni della pace e una figura capace di parlare non soltanto ai cristiani, ma all’intera umanità.

Tra le iniziative dell’Anno giubilare, nel mese di aprile sono previsti incontri nelle scuole dedicati al Cantico delle Creature, conosciuto anche come Cantico di Frate Sole. In questa celebre preghiera di lode Francesco chiama fratello il sole, sorella la luna, il vento e l’acqua: ogni creatura diventa segno della bontà del Creatore. È un messaggio di straordinaria attualità, che invita a guardare alla natura non come qualcosa da sfruttare, ma come un dono da custodire.

Il 2 giugno si svolgerà un pellegrinaggio diocesano a Padova in occasione della Tredicina dedicata a Antonio di Padova, uno dei più grandi predicatori dell’ordine francescano.

Le celebrazioni proseguiranno il 12 giugno con la Santa Messa e il pellegrinaggio a piedi dalla Chiesa della Beata Vergine del Soccorso verso la chiesa di Sant’Antonio Taumaturgo, dove si terrà la celebrazione del Transito di Sant’Antonio. Il giorno successivo, 13 giugno, la solenne celebrazione della festa sarà presieduta dal vescovo, Enrico Trevisi.

Nel cuore dell’estate la tradizione francescana ricorda anche Chiara d’Assisi, la cui festa cade l’11 agosto. Francesco la chiamava affettuosamente “pianticella”, riconoscendo in lei il primo germoglio della vita evangelica francescana vissuta dalle donne.

Uno dei momenti più significativi dell’anno sarà il 2 agosto, quando si celebrerà il Perdono d’Assisi presso la chiesa di Montuzza. Questa ricorrenza nasce da un episodio profondamente legato alla spiritualità di Francesco. Secondo la tradizione, nel 1216 egli ottenne da papa Onorio III una speciale indulgenza per tutti coloro che, confessati e pentiti, avessero visitato la chiesa della Porziuncola.

Francesco desiderava che la misericordia di Dio fosse accessibile a tutti in modo semplice e gratuito. Il Perdono d’Assisi è quindi uno dei segni più eloquenti della sua spiritualità: annuncia la gioia del perdono e invita alla riconciliazione con Dio e con i fratelli.

Durante l’intera giornata sarà possibile accostarsi al sacramento della Riconciliazione, mentre alle ore 17.30 si terrà una predicazione francescana dedicata all’VIII centenario della morte del santo. Alle ore 18.30 seguirà la solenne celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo, Enrico Trevisi.

Un’altra dimensione fondamentale della spiritualità francescana è quella della custodia del creato. Il 7 settembre, nel Giardino pubblico “Muzio de Tommasini”, alle ore 18, sarà celebrata una Santa Messa per la custodia del Creato, presieduta dal vescovo Trevisi. Pregare per il Creato significa riconoscere il mondo come dono di Dio e assumere la responsabilità di custodirlo con rispetto e gratitudine, secondo lo spirito del Cantico delle Creature.

Nel mese di settembre si ricorderà anche uno degli eventi più profondi della sua vita: le Stimmate ricevute nel 1224 sul Monte della Verna. Dopo una lunga preghiera e una visione di Cristo crocifisso, nel suo corpo apparvero i segni della passione del Signore. Questo evento manifesta la piena conformazione di Francesco a Cristo e rappresenta uno dei vertici della sua esperienza spirituale.

Il culmine dell’Anno giubilare si avrà nei primi giorni di ottobre, quando la tradizione francescana ricorda la morte del santo. Il 3 ottobre, nella chiesa di Montuzza, alle ore 18.30 si celebrerà il Transito di San Francesco, presieduto dal vescovo, Enrico Trevisi.

Nella spiritualità francescana il “transito” non è semplicemente la memoria della morte, ma il passaggio alla vita piena in Dio.

Il giorno successivo, 4 ottobre, la Chiesa celebra la festa liturgica di San Francesco d’Assisi, giorno in cui la comunità cristiana rende grazie a Dio per il dono di questo straordinario testimone del Vangelo. Alle ore 19, nella chiesa dedicata al santo, si terrà la solenne celebrazione eucaristica in suo onore.

Ottocento anni dopo la sua morte, Francesco rimane una delle figure più luminose della storia cristiana.

Celebrare questo centenario significa lasciarsi nuovamente provocare dalla sua radicalità evangelica, perché la sua testimonianza non resti soltanto memoria del passato, ma diventi ispirazione per il presente e speranza per il futuro.

Sr. Concetta Brancato
Clarissa missionaria del SS.mo Sacramento

 

San Francesco d’Assisi – affresco del Cimabue

 

 

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