La Quaresima è un tempo di attesa, di ascolto della Parola e di digiuno. Un cammino da fare assieme che attraversa la passione, la morte e la resurrezione del Signore. Un tempo lungo, durante il quale possiamo prepararci ad accogliere il mistero del Dio che si è fatto uomo e che è morto e risorto per la nostra salvezza. Un vero e proprio mistero da accogliere con fede. Una di quelle cose della vita che non sempre riusciamo a comprendere con la razionalità e forse non troviamo neanche le parole adeguate ad esprimerla.
Per queste ragioni abbiamo pensato di farci accompagnare dai versi di alcuni poeti. Papa Francesco li definiva «occhi che guardano e che sognano», «voce delle inquietudini umane» e «coloro che plasmano la nostra immaginazione». Lasciamoci quindi abitare, in questo tempo così denso, anche dalle parole poetiche che, in tempi e modi diversi, hanno saputo cogliere e dar voce ai desideri e alle inquietudini che abitano il cuore umano quando incontrano Dio. Come scriveva papa Francesco: “La parola della poesia raccoglie gli inquieti desideri che abitano il cuore dell’uomo, perché non si raffreddino e non si spengano. Questa opera permette allo Spirito di agire, di creare armonia dentro le tensioni e le contraddizioni della vita umana, di tenere acceso il fuoco delle passioni buone e di contribuire alla crescita della bellezza in tutte le sue forme”.
Per il Sabato Santo 1953
Il gallo s’è sgolato per millenni.
E Cefa ha pianto. E dondolò dall’albero
lo scheletro di Giuda. – Balza fuori
rovescia sopra il tetro nostro suolo,
o Signore, la pietra che Ti chiude.Te Risorto presentono nei solchi
turgide gemme e pallidi frumenti.
Ripercorrono ansiosi i Due di Emmaus
l’antica strada. E là Maria di Magdala
nell’orto attende che Tu la sorprenda.Hora est jam: il tedio e il lamento
vano, che noi tardi di cuore a credere
a guardia riponemmo del Sepolcro,
un Tuo urlo disperda, o Tu più forte
d’ogni morte, Gesù: de somno surge.E gli Angioli, alleluja, e le campane
annuncino, alleluja, che Tu ritorni.
Per domani, Signore? Oh, da domani
s’inizino coll’alba i giorni nuovi,
alleluja, viso Domino. Alleluia!
(Gherardo Del Colle)

Gherardo Del Colle (Cesino, 26 febbraio 1920 – Pontedecimo, 20 marzo 1978) - pseudonimo di padre Gherardo Paolo da Cesino, nato Paolo Repetto - frate minore cappuccino, fu poeta, scrittore, professore di letteratura, autore teatrale, collaboratore di riviste letterarie e giornalista. Scrisse anche i testi di strisce illustrate per bambini pubblicate sulla rivista “Lo Scolaro”.
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