Insieme all’arte verso la Pasqua

Nel tempo di Quaresima, si fa compagna di cammino anche l'arte: linguaggio che attraverso la luce e i colori racconta il Mistero e lo rende accessibile - 7

Avvicinarsi alla storia della Salvezza attraverso la pittura e l’arte in generale ha un sapore antico. Già le prime chiese rupestri, delle quali in varie parti d’Italia resta un’ampia testimonianza, erano, di fatto, veri e propri “libri” di catechesi che narravano – e continuano a narrare ancora oggi – episodi biblici, pagine del Vangelo, vita degli Apostoli e dei Santi che nei secoli hanno testimoniato con la vita la fede in Cristo e dai quali, anche chi non era istruito è stato toccato. La Quaresima è anche un tempo in cui provare a ricavare degli spazi franchi da impegni e attività per sostare in contemplazione del Mistero Pasquale. Due insegnanti di storia dell’arte ci aiuteranno in questo percorso alla scoperta dei tesori dell’arte che tanto hanno da comunicare alla nostra vita di cristiani in cammino.

 

Olio su tela (339,1 x 199,5 cm) di Cecco del Caravaggio, conservata presso Art Institute of Chicago – (Foto tratta da Wikipedia – pubblico dominio)

 

La Resurrezione di Cristo

Tra il 1619 e il 1620 il pittore Francesco Boneri, noto come Cecco del Caravaggio essendo stato amico e allievo del Merisi, dipinse su incarico di Piero Guicciardini, ambasciatore del Granducato di Toscana a Roma, la monumentale tela (339×199 cm) della Resurrezione di Cristo originariamente destinata alla cappella privata del committente, sita nella Chiesa di Santa Felicita a Firenze. L’opera dopo il pagamento venne però rifiutata

evento non infrequente al tempo e spesso occorso allo stesso Caravaggio per più di un suo dipinto, forse per la scarsa aderenza alle Sacre Scritture o per l’audacia della messa in scena, che avrebbe potuto non essere capita dall’ambiente fiorentino del tempo,

e fu in seguito acquistata dal fine intenditore d’arte Cardinale Scipione Borghese per poi entrare a far parte, nel secolo scorso, della collezione dell’Art Institute di Chicago.

Il pittore trae spunto dal racconto contenuto nei testi sacri laddove si narra che, poiché Cristo aveva predetto che sarebbe risorto tre giorni dopo la sua sepoltura, Pilato ordinò ai soldati di sigillare la tomba e di vegliare su di essa. “Ed ecco che vi fu un grande terremoto: un angelo del Signore, sceso dal cielo, si accostò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa. Il suo aspetto era come la folgore e il suo vestito bianco come la neve. Per lo spavento che ebbero di lui le guardie tremarono tramortite.” (Matteo 28:2- 28:4)

Su uno sfondo scuro illuminato da un’intensa luce laterale proveniente da sinistra si stagliano i personaggi, raffigurati a grandezza naturale,

sovrastati in alto dalla figura di Gesù inginocchiato su una nuvola come se questa fosse un cuscino; egli regge con la mano sinistra uno stendardo, mentre alza la destra in segno di benedizione.

In basso, un meraviglioso angelo che 

ha appena sollevato la pietra volge lo sguardo vittorioso verso di noi,

avvolto da un candido abito fermato in vita da una fune e munito di ali dal piumaggio incredibilmente realistico. Sparsi attorno a lui e orientati in più direzioni si muovono alcuni soldati con abiti tipici della moda del Seicento, cappelli piumati inclusi, sui cui volti si legge l’incredulità di fronte alla visione di un’esperienza così fuori dal normale. Altri due soldati sono invece ancora addormentati: quello in basso a destra ha la schiena poggiata su un blocco di marmo ornato da un bassorilievo di ispirazione antica, che probabilmente raffigura la Strage dei Niobidi.

La scena è costruita sulla base di un complesso incrocio di diagonali che attraversano zigzagando la composizione, secondo un’impostazione tipica dell’arte del tempo, che coinvolge lo spettatore e lo rende emotivamente partecipe dell’avvenimento. Come nell’arte del suo maestro, Cecco del Caravaggio conferisce al racconto un’atmosfera teatrale a cui contribuiscono il forte chiaroscuro, le movenze e le espressioni dei personaggi, definiti da contorni netti e precisi, e l’uso sapiente dell’accostamento dei colori. Ad esempio, le maniche rosse della guardia sulla sinistra sono bilanciate dai brillanti calzoni turchesi della guardia che corre sulla destra e dalla sottile tonalità porpora della bandiera di Cristo. Alcune porzioni del dipinto presentano pennellate ampie e lisce, come nel morbido incarnato di Cristo o nei calzoni dei soldati.

Nel giorno della Pasqua Gesù ha sconfitto la morte ed è segno dell’amore di Dio che spalanca le porte alla Vita Eterna; Cecco di Caravaggio ci racconta questo straordinario evento con una meravigliosa efficacia che colpisce il nostro sguardo e il nostro cuore.

Elena Bertocchi

 

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