Porziuncola: i breviari di san Francesco e Santa Chiara

Al rinnovato Museo di Santa Maria degli Angeli, inAssisi, i breviari che hanno accompagnato la vita dei due Santi per la prima volta insieme nello stesso luogo.

La mattina del 27 luglio, nella Porziuncola ad Assisi, i due breviari che hanno accompagnato la vita di san Francesco e di santa Chiara si sono ritrovati per la prima volta nello stesso luogo.

Il breviario di san Francesco, custodito da oltre otto secoli nel monastero di Santa Chiara dalle Clarisse, e il breviario di santa Chiara, conservato nel Convento di San Damiano, si sono incontrati simbolicamente là dove tutto ebbe inizio: nella piccola chiesa della Porziuncola, il luogo nel quale Francesco comprese sempre più profondamente la sua vocazione evangelica e dove, nella notte della Domenica delle Palme del 1211, accolse Chiara dopo il suo abbandono della casa paterna, dando avvio alla sua consacrazione al Signore.

A presiedere l’incontro tra le due reliquie sono stati il ministro provinciale dei Frati Minori di Umbria e Sardegna, fra Marco Vianelli, e il custode della Porziuncola, fra Massimo Travascio, che hanno accolto la madre badessa sr. Chiara Ester, sr. Chiara Agnese e sr. Massimiliana della comunità delle Clarisse di Santa Chiara. Il breve rito di accoglienza, celebrato all’interno della Porziuncola, ha assunto il carattere di un gesto profondamente simbolico: il ricongiungimento di due testimonianze materiali della preghiera dei santi di Assisi.

“La notte delle Palme Francesco aspettava qui Chiara perché la sua consacrazione al Signore arrivasse a compimento – ha detto fra Marco Vianelli –. Oggi, ancora una volta, questo incontro si rinnova, quasi a parti invertite: il breviario di Chiara aspettava quello di Francesco”.

Il ministro provinciale ha sottolineato anche il singolare intreccio di custodie che la storia ha consegnato fino a oggi: il breviario di Chiara conservato dai frati e quello di Francesco custodito dalle sorelle Clarisse. È proprio questo intreccio di relazioni, di vocazioni e di reciproca custodia che, secondo fra Marco, permette di comprendere pienamente l’esperienza di Francesco.

“Non si può capire Francesco senza gli occhi di Chiara. La sua esperienza risuona nella vita di Chiara, ma anche in quella dei laici che hanno lasciato plasmare la propria esistenza dal medesimo carisma. Fare memoria di Francesco significa mettere al centro la preghiera, perché è questa la chiave per comprendere tutto il resto”.

L’incontro del 27 luglio ha anticipato l’inaugurazione del 31 luglio, quando sarà aperto al pubblico il rinnovato Museo della Porziuncola insieme alla mostra “San Francesco alla Porziuncola. La parabola artistica del volto di Francesco d’Assisi nel luogo del suo transitus”.
Per la prima volta i due breviari saranno esposti insieme, consentendo ai visitatori di contemplare non soltanto due preziosi manoscritti medievali, ma due testimonianze vive di una spiritualità che ha segnato la storia della Chiesa. Le loro pagine, consumate dal tempo e dalle mani di Francesco e Chiara, continuano infatti a raccontare che il cuore del carisma francescano nasce dalla fedeltà alla preghiera quotidiana, dall’ascolto del Vangelo e da quella custodia reciproca che ancora oggi unisce frati, clarisse e laici nel medesimo cammino evangelico.
La pubblicazione del breviario di san Francesco è una delle più importanti iniziative del centenario francescano; infatti a settembre 2026 sarà nelle librerie il libro Breviarium sancti Francisci, a cura di Danimir Pezer, Edizioni Antonianum, Roma 2026.

Gigliola Alfaro (SIR)

Foto in evidenza: tratta dal sito https://assisiofm.it

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