Dialogare è un’arte. Ma l’arte può parlare di dialogo? A quanto pare, sì. O almeno così è a Illegio, borgo carnico di poco più di trecento abitanti, dove il Comitato di San Floriano, per il 2026, ha scelto di dedicare la mostra annuale al tema del “Il Dialogo”.
Giunta alla sua 22esima edizione, la mostra – ospitata come di consueto nei locali della ex canonica, divenuta “Casa delle Esposizioni” – offre ai visitatori e alle visitatrici
un itinerario davvero interessante, non solo dal punto di vista artistico-pittorico, ma dal punto di vista della riflessione interiore che propone e suscita: caratteristica peculiare, questa, delle esposizioni curate da don Alessio Geretti.
Ogni stanza affronta uno degli aspetti del tema e, accanto alle opere artistiche, ecco dei pannelli che, in più lingue, raccontano, con tratto delicato, ma profondo, ciò che il dialogo è o può essere nel vissuto umano: un sostanziale invito a non fermarsi allo strato superficiale – e delle opere esposte, e dell’esperienza di visita – ma a lasciarsi attraversare e interrogare sulla propria vita e su come il dialogo faccia o meno parte – nelle sue infinite declinazioni – della propria quotidianità.
Dall’ambito del “Dialogo e amore” si passa fluidamente ai “Colloqui col Mistero”, alla “Ricerca della verità”, a “L’incontro vero”, senza dimenticare le criticità della “Difficile fraternità”, la questione delle “Maschere” – che tutti indossiamo -, dei “Popoli sordi”, del “Dialogo con il cielo” per approdare, infine, a “I dialoghi che ci hanno cambiati”.

“Chi ama dialoga. Chi dialoga ama” sottolinea in apertura della mostra la riflessione di don Geretti. E con altrettanta puntualità conclude: “Per dialogare occorre essere veri. Ma che significa essere veri? […] Vero è l’uomo veramente umano. E quanto più è umano chi incontriamo, tanto più quella persona provoca verità in noi, smuovendo forze, reazioni, nostalgie, aperture che non avremmo pensato”.
Tra opere d’arte – provenienti anche da diverse collezioni private con nomi come Caravaggio, Tiepolo, Hayez, Picasso, Chagall, ma anche Guercino e Tiziano -, pannelli scritti e emozioni che si respirano, il dialogo diventa naturale.

Da sottolineare il contributo fondamentale al successo della “formula-Illegio” dato dalle giovani guide che accompagnano i gruppi lungo il percorso di visita: molto preparate e capaci di coniugare competenza tecnica con un’ottima capacità divulgativa. La scelta di alternare persone diverse per le diverse tappe dell’esposizione, non solo permette di non assuefarsi a un’unica voce narrante, ma offre una varietà di sensibilità e di accenti che aiutano a trasformare una visita culturale in un’autentica esperienza di incontro tra volti. Impossibile, a visita conclusa, non provare, per questo, una profonda gratitudine.
La Mostra è visitabile fino all’8 novembre. Tutte le informazioni sulla mostra e su come prenotare la visita sono disponibili sul sito www.illegio.it o si possono richiedere scrivendo a mostra@illegio.it o chiamando il numero 0433 44445.
Luisa Pozzar
Foto in evidenza: tratta dal sito www.illegio.it
Foto nell’articolo: Luisa Pozzar
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