Giovedì 24 settembre, alle ore 17.00, nel Battistero di San Giovanni, adiacente la chiesa di San Giorgio a Pirano, il Vescovo monsignor Enrico Trevisi ha concelebrato la Santa Messa commemorativa in occasione dell’80° anniversario del martirio del Beato Francesco Bonifacio, che proprio in quel luogo ricevette il Battesimo. La celebrazione è stata presieduta dal Vescovo emerito di Capodistria, monsignor Jurij Bizjak, in quanto il Vescovo di Capodistria, monsignor Peter Štrumpf era assente per un lutto familiare.
Nell’occasione abbiamo avuto la gioia di poter ammirare le bellissime vetrate realizzate dall’artista slovena Mira Ličen e abbiamo avuto il piacere di poterla intervistare.
Come è nata l’idea di realizzare le vetrate dedicate al Beato Bonifacio?
Mario Ravalico, che da anni è impegnato nello studio e nella divulgazione di tutto ciò che riguarda il Beato Francesco Bonifacio, mi ha chiesto di realizzare un’opera in ricordo in una delle chiese di Pirano, in particolar modo, se fosse stato possibile, nel Battistero, dove il Beato è stato battezzato. Ci siamo incontrati più volte io, lui e il parroco Zorko Bajc. L’idea di realizzare delle vetrate per il Battistero era la cosa che è risultata più confacente e
ho presentato il progetto, adatto all’edificio in stile barocco: una proposta, quindi, non aggressiva e adatta al luogo, ma allo stesso tempo anche moderna e non solo un pro-memoria abituale.
Sullo sfondo delle vetrate compaiono moltissimi caratteri greci antichi. Che significato hanno?
Mario Ravalico mi ha portato i suoi libri, le foto e tanta documentazione riguardante il Beato don Francesco.
Ciò che più mi ha colpito sono stati i suoi scritti: testi che spaziano fra meditazioni e scelte per un cammino spirituale molto bello, ma tutto ciò steso in lettere greche, questo per non permettere la lettura a chi si fosse avvicinato a quei manoscritti con intenzioni malevole. A mio parere, non c’era niente da nascondere in quei testi, ma allo stesso tempo comprendo che una spiritualità così profonda non va esposta a chiunque.
Quindi, ho pensato che, essendo queste lettere molto decorative, avrei potuto usarle sia come sfondo alle vetrate, sia come protagoniste dell’opera. Il tutto può sembrare un po’ confuso a prima vista, ma la mia intenzione era quella di ricordare la vita spirituale del Beato e allo stesso tempo di invogliare il visitatore ad approfondire il messaggio di fede di Francesco Bonifacio.
In quanto tempo sono state realizzate le vetrate?
Le ho realizzate l’anno scorso. La prima è stata la vetrata sopra l’ingresso: in seguito il parroco mi ha chiesto di realizzare anche le due vetrate laterali, in occasione dell’80° anniversario della morte del Beato, che ricorre quest’anno.
Nelle vetrate ci sono dei colori straordinari. Come li ha scelti e che significato hanno? Inoltre quale tecnica ha utilizzato per ottenere questi effetti?
La tecnica utilizzata si chiama vetrofusione. Prima ho utilizzato pezzetti di vetro colorato e polvere di vetro incollata sul primo strato di vetro trasparente, quindi ho aggiunto un altro vetro trasparente con le lettere greche scritte dal Beato, ingrandite e dorate, e alla fine il tutto è stato fuso nel forno per vetro ad alta temperatura. Questo lavoro ha dato vita a un pezzo unico e rappresenta la mia dedica al messaggio del Beato che le vetrate vogliono trasmettere.
Che sensazioni ha avuto durante la lavorazione di queste opere tanto pregne di significato e di spiritualità?
Durante la realizzazione di quest’opera
ho provato il grande desiderio di contribuire a portare pace tra le anime ferite e mi sembrava di fare esperienza di qualcosa di tangibile, che realmente ti lascia senza fiato.
A cura di Paolo Albertelli
Foto di Paolo Albertelli
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