Annuncio per tutti: una comunità che accoglie e testimonia

Il 7 e l'8 febbraio si è svolto il Convegno Catechistico diocesano. La catechesi con persone con disabilità e il catecumenato i temi affrontati

Il nostro Vescovo Enrico ha indirizzato tutto il cammino di quest’anno pastorale 2025-26 su “Ha cura di voi”. Ci ha ricordato che “nell’esperienza di fede noi siamo stati abituati a riconoscere che Dio si prende cura di noi: attraverso le miriadi di persone che sono state segno di Dio, braccia di Dio, volti e premure di Dio, abbiamo colto che Dio ci voleva bene e ci accompagnava nel fluire dei giorni”.

L’Ufficio Catechistico Diocesano – Servizio per il Catecumenato, rispondendo all’invito del Vescovo di prendersi cura della trasmissione della fede alle nuove generazioni nel nostro oggi, quando “c’è un gran bisogno di adulti autorevoli per la testimonianza di fede vissuta e di maestri che siano autentici testimoni”, ha organizzato anche quest’anno la formazione dei catechisti con il Convegno Diocesano.

Lo scorso anno abbiamo condiviso, con le quindici Diocesi del Triveneto, il Convegno Regionale Triveneto, un percorso di riflessione, ricerca e celebrazione: Un annuncio che incontra la vita. Riscoprire il Battesimo porta della fede. Quest’anno si è proposto di riflettere su due ambiti che stanno coinvolgendo le nostre comunità in una trasformazione necessaria della prassi catechistica: la catechesi con persone con disabilità e il catecumenato.

Sabato 7 febbraio, dopo il saluto iniziale di don Andrea Mosca, Direttore dell’Ufficio Catechistico, è intervenuto il Vescovo, monsignor Enrico Trevisi, per un saluto e per indirizzare alcune parole significative ai catechisti presenti; ci ha ricordato che come cristiani

“abbiamo la mappa del tesoro. Il tesoro è la nostra vita piena, nella gioia, in una comunione che fa vibrare il mondo intero in una danza, in una musica che tutto unisce. La vita piena è la ragione per la quale Dio ci ha creati…  che anche noi siamo stati piccoli e bisognosi di cura… e che anche ora siamo i destinatari delle tante attenzioni che l’amore di Dio ci riserva”.

Con don Luciano Todesco, Direttore dell’Ufficio Catechistico della Diocesi di Belluno-Feltre e con la referente per l’inclusione Francesca Crivellari, nell’ottica del Sinodo della Chiesa universale e delle Chiese in Italia, abbiamo affrontato il tema della pastorale catechistica con le persone con disabilità.

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L’annuncio è davvero rivolto a tutti, in qualsiasi condizione la persona si trovi, ed è la buona notizia che ciascuno di noi è pensato, desiderato, amato dal Padre, inserito in una comunità che si fa sempre più grembo di accoglienza e di crescita per tutti.

L’attenzione al singolo e al suo inserimento, al cammino della famiglia e della comunità ecclesiale, aperta a interagire con tutte le agenzie educative del territorio, ha sollecitato e animato i cinquanta catechisti e animatori a pensare, nei laboratori predisposti, a passi concreti di inclusione e di vita buona del Vangelo per tutti.

Anche la domenica mattina ci siamo lasciati interrogare dall’esperienza di inclusione offertaci dalle catechiste della parrocchia di Roiano, l’attenzione alla storia dei ragazzi con spettro autistico e del gruppo di catechesi, l’apertura e il rinnovamento che tutta la comunità parrocchiale ha vissuto. Siamo poi entrati nel tema del Catecumenato e come proprio questa prassi della Chiesa è paradigma di tutto l’annuncio: anche il nostro servizio catechistico ha come modello ispiratore proprio il catecumenato battesimale.

Don Luciano ci ha portato a riflettere sul fatto che

la catechesi, grazie a simboli, riti e celebrazioni che toccano i sensi e gli affetti è un processo che si realizza in una comunità concreta, fa esperienza della comunione donata da Dio e quindi è consapevole della sua responsabilità per l’annuncio della fede. Quello dell’accompagnamento diventa un vero e proprio stile della comunità cristiana, innanzitutto tra i catechisti stessi. Infatti, la comunità si offre di accompagnare i catechisti per aiutarli a crescere come discepoli di Gesù. Anch’essi necessitano di catechesi, nelle forme idonee alla loro vita di adulti: da un lato, vanno sostenuti nei processi di crescita personale; dall’altro, va favorita in essi l’assunzione di responsabilità nei confronti del loro ministero.

 

 

La comunità poi deve abilitare i catechisti ad essere accompagnatori a loro volta. Lo stile dell’accompagnamento chiede un’umile disponibilità a lasciarsi toccare dalle domande e interpellare dalle situazioni della vita, con uno sguardo pieno di compassione, ma anche rispettoso della libertà altrui. La novità a cui il catechista è chiamato risiede nella prossimità, nell’accoglienza incondizionata e nella gratuità con cui egli si rende disponibile a camminare accanto agli altri per ascoltarli e spiegare le Scritture, senza stabilire preventivamente il percorso, senza pretendere di vedere i frutti e senza trattenere per sé.

Lo stile dell’accompagnamento ha le sue radici nel senso di fraternità che il catechista coltiva come dimensione importante della propria fede. Questa fraternità non annulla la divisione dei ruoli: il catechista resta maestro ed educatore, ma lo è con una profonda disponibilità a “camminare accanto” invece di “mettersi davanti”.

Questo è il desiderio e l’attenzione che animano il servizio che l’Ufficio Catechistico offre ai catechisti e alle parrocchie della Diocesi.

A cura dell’Ufficio Catechistico diocesano

 

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