A don Brusutti il “Sigillo Trecentesco della Città di Trieste”

Trieste conferisce il Sigillo Trecentesco a don Marco Brusutti per l’impegno accanto a bambini malati e famiglie fragili

In occasione della XXXIV Giornata Mondiale del Malato, il sindaco Roberto Dipiazza ha conferito il Sigillo Trecentesco della Città di Trieste a don Marco Eugenio Brusutti, per la benemerita attività sociale a sostegno di bambini, malati e fragili.

L’onorificenza è stata proposta dall’Associazione Volontari Assistenza Ammalati e Anziani Trieste ODV, con il sostegno della marchesa Etta Carignani di Novoli.

Così si è espresso il primo cittadino: “Oggi la Città di Trieste consegna il suo Sigillo Trecentesco a un uomo che ha scelto di mettere la propria vita al servizio degli altri. Una presenza costante accanto a chi soffre, ai bambini malati, alle loro famiglie, a chi attraversa il momento più fragile dell’esistenza. Da trent’anni volontario AIL, presidente della Sezione AIL di Padova, punto di riferimento per le cure palliative pediatriche della nostra Regione, don Brusutti ha contribuito in modo determinante alla promozione del primo hospice pediatrico del Friuli Venezia Giulia. Un’opera concreta, frutto non solo di competenza scientifica e impegno istituzionale, ma di una visione profondamente umanistica della cura. Le testimonianze delle famiglie raccontano più di qualsiasi curriculum: raccontano di un uomo che sa arrivare nel cuore della notte, che sa stringere una mano nel silenzio, che sa piangere insieme a chi piange. Un sacerdote che si fa fratello, familiare, compagno nel dolore.

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“Trieste riconosce oggi non solo il professionista e il volontario instancabile, ma l’uomo che ha saputo trasformare la sofferenza in occasione di amore, e l’impegno sociale in autentico servizio alla comunità. Con gratitudine e con orgoglio, a nome della Città di Trieste, conferisco a Don Marco Eugenio Brusutti il Sigillo Trecentesco della città. Grazie per ciò che ha fatto e per ciò che continua a fare per i nostri bambini, per le loro famiglie e per tutta la nostra comunità”.

Don Marco Eugenio ha concluso il suo discorso con queste significative parole: “Il nostro grido di amore, di solidarietà da Trieste raggiunga tutte le tante famiglie che vivono il distacco dai loro bambini ed, in particolare, in questa giornata, la XXXIV dedicata al malato, riflettiamo su cosa ognuno di noi può fare per il fratello; non facciamoli sentire soli, condividiamo con i fratelli, cooperiamo per costruire una società di cura ispirata al nostra DNA più intrinseco: l’amore”.

Alla cerimonia erano presenti, tra gli altri, il Vescovo Emerito Mons. Crepaldi e il Vicario Generale Mons. Trevisini.

A cura della Redazione

Foto Ufficio Stampa Comune di Trieste

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