Una famiglia per molti, un coro per tutti

La Domus Lucis di Trieste, il suo progetto di accompagnamento per persone con disabilità e la proposta del coro "Rifugio InCantato"

A chiunque capiti di percorrere via Ruggero Manna, rimane la curiosità di scoprire cosa sia quella costruzione in stile eclettico, con richiami neogotici che si staglia sullo sfondo e si affaccia sulla Scala dei Lauri. Quando si entra, e il portone maestoso si chiude alle spalle, è come se si tornasse indietro nel tempo e si rimane affascinati dal silenzio, dal verde del parco, dalla vista del golfo di Trieste e dei tetti della città. La prima impressione è di trovarsi in un piccolo castello, con una grande scalinata di accesso che porta al piano terra del palazzo, dove i suoi marmi e lo scalone a chiocciola fanno venire in mente i balli in costume dell’ottocento.

.

 

Questa villa è stata donata dai coniugi Gina e Giorgio Sanguinetti a Lucia Schiavinato, nel 1962,  affinché ne facesse un luogo di accoglienza per persone con disabilità, unPiccolo Rifugio, basandosi sulla sua esperienza ultradecennale in tale campo.  Il primo “Piccolo Rifugio” è stato creato nel 1935, a San Donà di Piave, seguito da strutture analoghe a Roma, a Frosinone, a Vittorio Veneto, a Campocroce di Mogliano Veneto, a Verona.  Quello di Trieste ha preso il nome “Domus Lucis” e da allora fa parte della Fondazione “Piccolo Rifugio”, ente ecclesiastico civilmente riconosciuto come ONLUS, con sede legale a San Donà di Piave.

Attualmente ci sono 19 gli ospiti che ci vivono stabilmente, la maggior parte da parecchi decenni. “Per le persone ospiti, questa è la loro famiglia”, spiega Giovanni Zamolo, che da cinque anni è coordinatore della struttura.  Per i più autonomi è stato progettato un vero e proprio appartamento, dotato di varie stanze, cucina e spazi per attività motorie, seguiti da educatori, mentre gli altri sono assistiti da personale infermieristico e di assistenza diretta alla persona in stanze singole o doppie. Ci sono inoltre ospiti esterni che vengono in struttura solo di giorno e seguono attività di stimolazione cognitiva, lavori di ceramica e maglieria. A tutti è data la possibilità di partecipare alla vita di comunità e alla Santa Messa che viene tenuta nell’apposita cappella.

.

L’atmosfera che si respira all’interno è di grande serenità, grazie allo spirito di dedizione con cui operano il coordinatore della struttura, laureato in psicologia, e tutto il personale, ma è certamente favorita dalla presenza costante, dolce e amorevole di una volontaria, Silvia Fazzari. Di origini calabresi, nata a La Spezia 86 anni fa, è vicepresidente dell’Istituto secolare Volontarie della Carità, fondato da Lucia Schiavinato. Ha svolto la sua attività in Brasile per 26 anni presso popolazioni in povertà estrema e dal 2004 vive stabilmente alla Domus Lucis, diventando un punto di riferimento costante per tutti gli ospiti e il personale.

.

“Il problema maggiore della Domus Lucis” fa notare Giovanni Zamolo “è l’attuale mancanza di volontari, probabilmente dovuta alla chiusura con l’esterno durante la pandemia da Covid. Prima c’erano sempre molte persone amiche che venivano a darci una mano. È nostro desiderio aprirci al territorio, farci conoscere, accogliere amici“.

È nata così l’idea di lanciare una richiesta di aiuto, con una domanda: ”Ti va di cantare con noi?”.

L’idea è venuta al cuoco, Andrea Gallo, 39 anni, persona allegra ed empatica. “Da giovane ho imparato a suonare la chitarra e cantavo nel coro della Parrocchia di Latisana.  Ho trovato lavoro alla Domus Lucis e

ho pensato di coinvolgere gli ospiti in questa mia passione. Ho iniziato con due, tre persone e ora sono una decina gli ospiti che vengono a cantare in coro, canzoni triestine e popolari.  Avrei però bisogno di aiutanti, sia come maestri di canto, sia suonatori di pianoforte o di altri strumenti musicali”.

 

Gli incontri musicali si svolgono ogni mercoledì e sabato dalle ore 14.30 alle 15.15. Per chi desiderasse collaborare, è possibile mettersi in contatto con la Domus Lucis chiamando il numero 338 6430 239, o scrivendo una mail a educatori.trieste@piccolorifugio.it.

Raffaello Maggian

 

Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato, ti invitiamo a iscriverti al nostro Canale Whatsapp cliccando qui
8min116


Chi siamo

Portale di informazione online della Diocesi di Trieste

Iscr. al Registro della Stampa del Tribunale di Trieste
n.4/2022-3500/2022 V.G. dd.19.10.2022

Diocesi di Trieste iscritta al ROC nr. 39777


CONTATTI