La Quaresima è un tempo di attesa, di ascolto della Parola e di digiuno. Un cammino da fare assieme che attraversa la passione, la morte e la resurrezione del Signore. Un tempo lungo, durante il quale possiamo prepararci ad accogliere il mistero del Dio che si è fatto uomo e che è morto e risorto per la nostra salvezza. Un vero e proprio mistero da accogliere con fede. Una di quelle cose della vita che non sempre riusciamo a comprendere con la razionalità e forse non troviamo neanche le parole adeguate ad esprimerla.
Per queste ragioni abbiamo pensato di farci accompagnare dai versi di alcuni poeti. Papa Francesco li definiva «occhi che guardano e che sognano», «voce delle inquietudini umane» e «coloro che plasmano la nostra immaginazione». Lasciamoci quindi abitare, in questo tempo così denso, anche dalle parole poetiche che, in tempi e modi diversi, hanno saputo cogliere e dar voce ai desideri e alle inquietudini che abitano il cuore umano quando incontrano Dio. Come scriveva papa Francesco: “La parola della poesia raccoglie gli inquieti desideri che abitano il cuore dell’uomo, perché non si raffreddino e non si spengano. Questa opera permette allo Spirito di agire, di creare armonia dentro le tensioni e le contraddizioni della vita umana, di tenere acceso il fuoco delle passioni buone e di contribuire alla crescita della bellezza in tutte le sue forme”.
Deserto Deserto, parola svuotata
impoverita e paurosa
impietrita strada
di soffocante silenzio.
Deserto, strada polverosa
piccola traiettoria
di viandanti affaticati
che cercano oasi
per soddisfare
la sete bruciante
di camminatori
in cerca di meta.
Deserto, di popolo in cammino
Quaresima di pace
invocata e amata
esodo di deserto
meta pasquale da Gesù di Nazaret
che dona la vita
piena e colma
di gioia perenne.
(don Virginio Colmegna)

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| Don Virginio Colmegna, nato a Saronno (Va) il 1° agosto 1945, viene ordinato sacerdote nel 1969. Da allora ha vissuto la propria vocazione attraverso l’impegno sociale con e a favore delle persone fragili. È autore di molti libri, tra i quali ricordiamo l’autobiografia Non per me solo. Ha inoltre curato la prefazione al libro di don Primo Mazzolari, Come pecore in mezzo ai lupi e, nel 2012, ha pubblicato il libro Ora et labora. |
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