Sia fatta la tua volontà…

Una Catechesi al mese tratta dagli scritti del beato don Francesco Bonifacio sul Padre Nostro per vivere una vera vita cristiana
[…] Noi domandiamo che sia fatta la sua volontà e perciò lo preghiamo di darci la grazia di osservare i suoi comandi, di seguire gli insegnamenti della Chiesa, di adempiere gli obblighi del nostro stato e di seguire con docilità i suoi consigli e le sue ispirazioni. Unendo poi alla preghiera la nostra cooperazione ci studiamo di eseguire la volontà divina, prontamente, perfettamente, costantemente e di buona voglia a somiglianza, ad imitazione degli Angeli e Santi del cielo perché diciamo come in cielo così in terra. […] 

Il Signore ha diritto di disporre di noi e delle cose nostre in tutto e per tutto come vuole onde noi, riconoscendo un tale diritto, gli diciamo: sia fatta la sua volontà per domandargli la grazia di vivere sempre rassegnati in qualunque stato e condizione Egli ci voglia: ci voglia ricchi o poveri, sani o infermi, felici o tribolati. Noi gli domandiamo la grazia di conformare la nostra volontà alla sua divina, vale a dire di non volere altro che quello che Egli vuole, sia che le avversità vengano immediatamente da Lui, sia dalla malignità degli uomini.

Ma in quale maniera si ha da conformare la nostra volontà per assoggettarla al volere di Dio nelle prove? Intanto astenendoci dal mormorare della Divina Provvidenza perché il Signore dispone tutto per il nostro bene. Eppure quante volte si sente criticare, e mormorare di Dio. O quali bestemmie si dicono contro di Lui specialmente in certe disgrazie. Poi accettando dalle mani di Dio le pene e le avversità che ci manda con piena conformità della divina volontà ad imitazione del Redentore che diceva di se stesso: Io non cerco il voler mio, ma il volere del Padre che mi ha mandato; ad imitazione anche dei Santi, copie fedeli del Divin Maestro. E anzi conformando la nostra volontà a quella di Dio noi curiamo i nostri interessi perché tutto ciò che soffriamo con rassegnazione su questa terra sarà cambiato in tanti meriti per il Paradiso. [… ]

(Villa Gardossi, 19 maggio 1942)

***

.

Don Francesco, lui stesso, nella sua vita insiste molto sull’affidarsi alla volontà di Dio. 

È una fiducia e insieme un abbandono non solo dichiarati ma vissuti concretamente, nella vita di ogni giorno.

E questo lo ritroviamo in molte situazioni della sua vita; così ad esempio, negli anni dei suoi studi teologici a Gorizia, quando la malattia che lo affligge gli fa sospettare che la morte potrebbe essere vicina, si affida al Signore:

“L’avvenire è nelle mani di Dio e quindi non so se riuscirò a fare ancora un po’ di bene”.

 Così scrive del suo “Quaderno di memorie segrete”.

Così, anche quando don Francesco arriva a Crassiza, trova un luogo desolato, una casa canonica che presenta tanti disagi. E la mamma sconsolata che lo pone di fronte a quella situazione. Eppure, proprio in quel difficile momento si scopre ancora tutta la forza di quel suo affidarsi a Dio: Bene. Fiat voluta tua, Domine, così scrive.  

Senza dimenticare il momento finale della sua vita, il martirio, nel quale trova la forza – una forza che gli proviene dalla fede – per affidarsi completamente al suo Signore e donare il suo perdono agli uccisori.

Mario Ravalico

7min21


Chi siamo

Portale di informazione online della Diocesi di Trieste

Iscr. al Registro della Stampa del Tribunale di Trieste
n.4/2022-3500/2022 V.G. dd.19.10.2022

Diocesi di Trieste iscritta al ROC nr. 39777


CONTATTI