L’unzione dello Spirito: gli Oli Santi, simbolo dell’amore di Dio

Il rito della benedizione degli Oli Santi che il Vescovo celebra nella Messa Crismale del Giovedì Santo porta con sé precisi significati

Nella Bibbia l’olio è fonte di luce e come tale deve illuminare la Tenda dell’Alleanza (cf. Es 27,20-21), è il simbolo dell’amore di Dio (Ct 1,3, Sal 23,5). Persone, cose e luoghi possono essere consacrati tramite unzione: «Poi Mosè prese l’olio dell’unzione, unse la dimora e tutte le cose che vi si trovavano e così le consacrò» (Lv 8,10).

Importante, soprattutto, l’uso dell’olio per la consacrazione della persona cui Dio affidava una speciale missione: in questa circostanza l’olio versato sul capo indicava la forza necessaria all’esercizio dell’autorità ricevuta da Dio.

Destinatari dell’unzione erano i re (1 Sam 16,13), i sacerdoti (Es 29,4) e talvolta i profeti (1Re 19,16).

 

Lo Spirito del Signore è sopra di me;
per questo mi ha consacrato con l'unzione
e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,
a proclamare ai prigionieri la liberazione
e ai ciechi la vista;
a rimettere in libertà gli oppressi,
a proclamare l'anno di grazia del Signore (Lc 4,18-19).

Con queste parole Gesù presenta la sua missione di salvezza, attualizzando in sé la profezia di Isaia sul consacrato, sull’Unto, letteralmente sul Messia del Signore (cf. Is 61,1-2).  

Questa unzione indica la venuta dello Spirito Santo al battesimo al Giordano (cf. Mt 3,13-17) sull’umanità del Figlio di Dio incarnato, non perché ne avesse bisogno personalmente, ma per comunicarlo salvificamente alla nostra umanità come Spirito dell’adozione a figli. Secondo Atanasio di Alessandria lo Spirito che discende su Gesù al Giordano discende anche su tutti noi perché ci porta tutti nel suo corpo e, mentre riceveva lo Spirito, ci rendeva degni di riceverlo (cf. Contra Arianos, I, 47). 

Questa unzione ci raggiunge con l’abbondanza dello Spirito Santo nel Corpo ecclesiale di Cristo mediante i segni sacramentali degli olii sacri benedetti dal Vescovo nella Messa del Crisma la mattina del Giovedì Santo in cui la Chiesa prega alla Liturgia delle Ore: “Cristo è il sacerdote eterno, consacrato dal Padre con il crisma dello Spirito per comunicare agli uomini le ricchezze della sua casa…” (Invocazioni delle Lodi mattutine).

Sin dal Battesimo con l’olio dei catecumeni sul petto, la forza divina opera per illuminare, permettere di comprendere più profondamente il Vangelo,

sostiene con la sua potenza perché ci si possano assumere con generosità gli impegni della vita cristiana.

Con l’unzione post battesimale fatta sulla fronte con l’olio, il crisma, impregnato della forza dello Spirito Santo,

siamo resi partecipi della dignità e della missione regale, profetica e sacerdotale di Cristo.

Nella Benedizione del crisma al Giovedì santo il Vescovo prega il Signore perché questa unzione penetri e santifichi i battezzati, affinché, “liberi dalla nativa corruzione, e consacrati tempio della tua gloria, spandano il profumo di una vita santa”.

“Chi è malato, chiami presso di sé i presbiteri della Chiesa ed essi preghino su di lui, ungendolo con olio nel nome del Signore. E la preghiera fatta con fede salverà il malato: il Signore lo solleverà e, se ha commesso peccati, gli saranno perdonati”. (Gc 5,14-15)

L’incontro con il Signore nel sacramento dell’Unzione degli infermi avviene nel segno dell’olio, su cui nella Messa del Crisma è invocato lo Spirito Santo Paraclito, e benedetto

perché essi “ottengano conforto nel corpo, nell’anima e nello spirito, e siano liberati da ogni malattia, angoscia e dolore” (Preghiera di benedizione dell’olio degli infermi),

attualizzando la potenza della Pasqua di Cristo che vuole risanare tutto l’uomo, risollevandolo e perdonandogli i peccati. 

don Sergio Frausin

 

Foto: Luca Tedeschi

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