Pellegrini per le strade della città in nome di Sant’Antonio

Nel giorno del Transito, il 12 giugno, un nutrito gruppo di fedeli ha partecipato al pellegrinaggio in onore del "Santo dei Miracoli": una devozione antica

La devozione dei triestini al Santo dei Miracoli, Antonio di Padova, ha radici antiche e i segni ancora tangibili sono le tante statue, i dipinti, le vetrate, i bassorilievi, che riportano la sua immagine e che sono presenti in quasi tutte le chiese della nostra Diocesi.

Ne abbiamo censiti più di 70, mentre nelle nostre strade (in ogni rione della città) sono ben 27 le edicole a lui dedicate.

In questi ultimi anni si celebrano vari ottavi centenari della vita di San Francesco e anche di Sant’Antonio. Nel 2020 per esempio si ricordava l’ingresso del giovane canonico agostiniano Fernando Martins nato a Lisbona, nell’allora nascente Ordine Francescano: vi entrerà con  il nome di Antonio. Nel 2021 si faceva memoria del suo naufragio sulle coste siciliane e poi dell’incontro con Francesco ad Assisi al Capitolo di Pentecoste, detto “delle Stuoie”; nel 2022 della sua prima predica a Forlì, che permise al mondo di scoprire la sua grande sapienza.

Queste celebrazioni ci hanno dato l’occasione di conoscere  meglio la vita di quest’uomo tanto sapiente quanto umile. E così, piano piano, anche a Trieste la sua devozione ha ripreso vigore.

La famiglia francescana, in quest’anno Giubilare Francescano, ha riproposto un pellegrinaggio nel giorno del suo Transito, 12 giugno.

Siamo partiti in tanti dalla chiesa della Beata Vergine del Soccorso, conosciuta dai triestini come Sant’Antonio Vecchio (nel 1229, dove ora c’è piazza Hortis, vi era il primo convento francescano, molto probabilmente visitato da Sant’Antonio in veste di Ministro Provinciale).

Padre Gabriele Maragno ofm conv ha presieduto la Santa Messa e quindi, in processione, portando una reliquia del Santo,  ci siamo incamminati per le vie del centro, tra i tanti turisti e avventori dei bar che, curiosi, ci seguivano con lo sguardo. Passata piazza Unità ci siamo fermati per un breve momento di preghiera, animato da don Valerio Muschi, nella chiesa della Beata Vergine del Rosario dove, ai piedi dell’altare destro, vi è una bellissima statua di Sant’Antonio morente. Abbiamo dunque ripreso il cammino verso il Canal Grande per giungere infine alla chiesa di Sant’Antonio Taumaturgo (per i triestini Sant’Antonio Nuovo) dove ci attendeva il parroco don Roberto Rosa che ha presieduto la celebrazione del Transito (ricordo della sua morte).

Portare la testimonianza di fede del Santo più amato e invocato tra la gente della nostra città è stato un bel momento di “Chiesa in uscita”.

Sant’Antonio e San Francesco ci ricordano che, come battezzati, siamo tutti inviati da Gesù ad andare, ad annunciare prima di tutto con la vita e poi con la parola il Suo Vangelo.

Patrizia Cavalli

O.F.S. Santa Maria Maggiore di Trieste

 

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