Cei e Caritas al fianco del Venezuela colpito dal terremoto

Zuppi: "Sentiamo vicini i volti di chi piange una persona cara". Tutte le indicazioni su come sostenere gli aiuti alle persone terremotate in modo sicuro

“Seguiamo con dolore e trepidazione le notizie che arrivano dal Venezuela. In queste ore sentiamo vicini i volti di chi piange una persona cara, di chi cerca i propri familiari, di chi è rimasto senza casa, di chi soccorre e di chi attende aiuto”. Così il card. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza episcopale italiana, in un messaggio inviato a mons. Jesús Andoni González de Zárate Salas, arcivescovo di Valencia e presidente della Conferenza episcopale venezuelana, dopo il devastante terremoto che ha colpito il Venezuela nelle ultime ore, causando vittime, feriti e distruzione in particolare nello Stato di La Guaira e nella regione centrale del Paese.

La Presidenza della Cei ha disposto un primo stanziamento di 500mila euro dai fondi dell’8xmille per gli interventi di soccorso immediati, coordinati da Caritas Italiana in contatto diretto con Caritas Venezuela e con la rete internazionale della Caritas. Le priorità riguardano acqua potabile, alimenti, medicinali, kit igienici e accompagnamento delle persone rimaste senza casa.

Il card. Zuppi ricorda che “ogni sofferenza, soprattutto quella dei più poveri e fragili, riguarda tutti e chiede a tutti responsabilità, solidarietà, cura”, e assicura la preghiera per “autorità, sanitari, volontari, comunità cristiane e tutti coloro che, anche in mezzo alle macerie, custodiscono la vita”. Caritas Italiana invita a convogliare la solidarietà attraverso canali coordinati e sicuri, evitando iniziative isolate e raccolte di beni materiali in Italia

 

Da parte sua, anche Caritas Italiana segue “con grande preoccupazione” l’evolversi della situazione in Venezuela, dopo il violento terremoto che ha colpito il Paese nella notte tra il 24 e il 25 giugno. La zona maggiormente interessata è quella di La Guaira, dove si registrano gravi danni a edifici e infrastrutture. Le due scosse, di magnitudo 7,2 e 7,5, hanno provocato finora almeno 164 vittime e 971 feriti. Danni significativi sono stati segnalati anche nella capitale Caracas e in diversi Stati del centro e del nord-ovest del Paese. Il governo venezuelano ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale.

Caritas italiana è in costante contatto con Caritas Internationalis e con Caritas Venezuela per monitorare l’evoluzione dell’emergenza e coordinare il sostegno alle comunità colpite. Fin dalle prime ore successive al sisma, la rete Caritas venezuelana si è attivata per raccogliere informazioni, valutare i danni e organizzare una risposta umanitaria coordinata.

Caritas Venezuela ha aperto un centro nazionale di raccolta presso la sede della Conferenza episcopale venezuelana e sta predisponendo ulteriori punti di raccolta nelle diocesi. Sono già in corso iniziative per la distribuzione di acqua potabile, alimenti non deperibili, medicinali essenziali e altri beni di prima necessità, mentre le Caritas diocesane continuano la valutazione dei bisogni delle popolazioni colpite. La rete ecclesiale ha inoltre ribadito l’importanza di una risposta coordinata e responsabile per garantire interventi efficaci nelle aree interessate.

Caritas italiana ricorda che l’emergenza colpisce un Paese che da oltre dieci anni attraversa una profonda crisi economica e sociale. Dal 2015 il Venezuela è segnato da un progressivo deterioramento delle condizioni di vita della popolazione, aggravato dall’iperinflazione, dalla carenza di alimenti e medicinali e dal collasso di numerosi servizi essenziali. In questo contesto, Caritas italiana sostiene da anni la risposta della rete Caritas alla crisi venezuelana con interventi di sicurezza alimentare, nutrizione, salute, acqua e igiene. Accompagna bambini, donne in gravidanza e famiglie in difficoltà, con screening nutrizionali, cure, kit alimentari e supporto psicosociale. Lungo le rotte migratorie, promuove protezione, diritti e percorsi sicuri per donne migranti esposte a violenza, tratta e sfruttamento.

“In questo momento il nostro pensiero va anzitutto alle vittime, ai feriti, alle famiglie che hanno perso persone care e a quanti, in poche ore, hanno visto crollare case, luoghi di vita e punti di riferimento”, dichiara don Marco Pagniello, direttore di Caritas italiana. “Caritas italiana è vicina alla Chiesa venezuelana e alla rete Caritas, che fin dalle prime ore si è messa al servizio della popolazione”.

È possibile contribuire agli interventi di Caritas italiana per l’emergenza, utilizzando il conto corrente postale n. 347013, o donazione on-line, o bonifico bancario specificando nella causale “Emergenza in Venezuela” tramite:

  • Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma – Iban: IT 24 C 05018 03200 00001 3331 111;
  • Banca Intesa Sanpaolo, piazza Paolo Ferrari 10, Milano – Iban: IT 66 W 03069 09606 100000012474;
  • Banco Posta, viale Europa 175, Roma – Iban: IT 91 P 07601 03200 000000347013;
  • UniCredit, via Taranto 49, Roma – Iban: IT 88 U 02008 05206 000011063 119.

R.B. e P.C. (SIR)

Foto in evidenza: AFP/SIR

 

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