Dio accompagna donne e uomini e parla loro come ad amici

In occasione del 60° anniversario della consacrazione del Tempio di Monte Grisa, il quarto approfondimento sui messaggi della Madonna di Fatima

Dio accompagna sempre il cammino degli uomini nella storia “parlando con loro come ad amici” (Dei Verbum, 2): “Il Dio personale della Bibbia, [è] capace di parlare all’uomo, di scendere a vivere con lui e di accompagnare il suo cammino nella storia, manifestandosi nel tempo dell’ascolto e della risposta.”  Francesco, Lumen Fidei, 32). L’“accompagnare” di Dio assume la forma del dialogo e si è compiuto in pienezza con la Redenzione operata da Gesù Cristo. Infatti: “Dopo aver a più riprese e in più modi, parlato per mezzo dei profeti, Dio «alla fine, nei giorni nostri, ha parlato a noi per mezzo del Figlio» (Eb 1,1-2) il Verbo eterno, che illumina tutti gli uomini, affinché dimorasse tra gli uomini e spiegasse loro i segreti di Dio (cfr. Gv 1,1-18)” (Dei Verbum, 4).

In Cristo il Padre ha detto tutto

Il Verbo eterno fatto carne compie e completa la Rivelazione: Dio è “con noi” per liberarci dalle tenebre del peccato e della morte e risuscitarci per la vita eterna. A motivo di ciò, «L’economia cristiana, in quanto è Alleanza nuova e definitiva, non passerà mai e non c’è da aspettarsi alcuna nuova rivelazione pubblica prima della manifestazione gloriosa del Signore nostro Gesù Cristo» (CCC, 66). 

Ne consegue che qualsiasi altra manifestazione soprannaturale – tra cui le apparizioni mariane – non può che esprimere quella pienezza ormai raggiunta in Cristo e contenuta nel Deposito della fede custodito dalla Chiesa e su di esso fondarsi.

Lo stesso grande mistico e Dottore della Chiesa San Giovanni della Croce, nella “Salita al Monte Carmelo”, così scrive: “Non è volontà di Dio che l’anima cerchi di ricevere cose distinte e particolari per via soprannaturale, come visioni, locuzioni, ecc. (…)  questo modo di trattare con Dio si usava nella Legge Antica (…) Ma ora che la Fede è fondata in Cristo e la Legge Evangelica e della Grazia è manifesta, non è più necessario interrogarlo in quella maniera, né che Egli parli e risponda come allora. Questo perché, nel darci Suo Figlio, che è l’unica e sola Sua Parola, in questa sola Parola ci ha detto e rivelato ogni cosa, in una sola volta e per sempre.  Chiunque, dunque, adesso volesse chiedere a Dio o cercare visioni o rivelazioni, sembrerebbe fare un torto a Dio, non fissando totalmente gli occhi in Cristo e volendo qualsiasi altra cosa o novità.

Vivere in pienezza il Vangelo

Premesso ciò, è noto che “Lungo i secoli ci sono state delle rivelazioni chiamate «private», alcune delle quali sono state riconosciute dall’autorità della Chiesa. Esse non appartengono, tuttavia, al deposito della fede. Il loro ruolo non è quello di «migliorare» o di «completare» la Rivelazione definitiva di Cristo, ma di aiutare a viverla più pienamente in una determinata epoca storica” (CCC, 67).

Pertanto, ogni approvazione da parte della Chiesa delle rivelazioni private – come Fatima, Lourdes ecc. nel caso di quelle mariane – garantisce soltanto che dette manifestazioni non contengano nulla di contrario alla dottrina cristiana e che possano essere credute con fede umana. La garanzia del discernimento della Chiesa rende sicuri che quanto propongono non solo non allontana dal Vangelo, ma contiene un aiuto per crederlo e viverlo in pienezza.

Sono illuminanti a riguardo le parole di San Giovanni Paolo II, nel suo pellegrinaggio a Fatima, il 13 maggio 1982: “Se la Chiesa ha accolto il messaggio di Fatima è soprattutto perché esso contiene una verità e una chiamata, che nel loro fondamentale contenuto sono la verità e la chiamata del Vangelo stesso. ‘Convertitevi, (fate penitenza) e credete al Vangelo” (Mc 1,15), sono queste le prime parole del Messia rivolte all’umanità’. 

Il “motivo” delle apparizioni

La prospettiva offerta da san Giovanni Paolo II apre alla riflessione sul “motivo fondamentale” delle mariofanie, spesso portatrici di appelli accorati all’umanità attraverso i veggenti: perché, pur avendo tutti i mezzi di salvezza in Cristo, Dio invia ancora richiami dal Cielo e, spesso, attraverso la Vergine Maria? 

Una prima risposta, puramente umana – ma  non per questo trascurabile – può porsi nei termini seguenti. Nel tempo, la debolezza umana e le varie situazioni attraversate nel cammino della storia personale, comunitaria ed ecclesiale esprimono un continuo bisogno di autentica memoria, di richiamo, di nuovo incoraggiamento. Da un punto di vista teologico – senza  annullare gli aspetti umani, ma piuttosto superandoli e trasfigurandoli – si può dire che è lo Spirito Santo a condurre, con la sua “fantasia” inesauribile e divina, quest’opera di rinnovamento, al fine di condurre ogni uomo alla salvezza. 

In tale “fantasia dello Spirito” si può collocare ogni apparizione mariana, nella quale sembra emergere con forza una dimensione: quella dell’amore materno, che si manifesta attraverso Maria, Madre di Dio.

Proprio quella Madre cui il Signore, dall’alto della croce, ha affidato l’umanità (Gv 19, 26-27) si prende cura dell’uomo e ne illumina il cammino verso il Padre, specialmente quando i figli smarriscono la retta via. Madre che oggi, come a Fatima nel secolo scorso, parla alle genti minacciate dalla guerra, dall’apostasia e dal degrado etico, dove il crollo dei valori morali trascina con sé l’intero corpo sociale. Proprio di fronte a questa deriva da lui stesso sottolineata, e che può condurre anche alla perdizione eterna, san Giovanni Paolo II si domandava a Fatima, sempre il 13 maggio 1982: «Può la Madre, che desidera la salvezza di ogni uomo con tutta la potenza d’amore che attinge dallo Spirito Santo, tacere su ciò che mina le basi stesse di questa salvezza? No, non può!». 

La Madre “non ha taciuto e non tace”

La Madre di Dio, come sappiamo, non ha taciuto e non tace. Ella attraverso il Messaggio di Fatima ci propone ancora il messaggio sempiterno del Figlio di Dio: “Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo” (Mc 1,18) e ricorda che la nostra speranza è ben fondata sulla fiducia che Dio Padre ha mandato il Figlio non per condannare il mondo, ma per salvarlo (cf Gv 3, 17).

Si può allora ben asserire in conclusione che, proprio perché fondati nel Vangelo,

i messaggi delle mariofanie – Fatima, tra queste, nella sua ricchezza e universalità di contenuti – non si chiudono mai con una condanna, ma sono poste a conferma dell’amore infinito di Dio: Egli non vuole la morte del peccatore, ma che si converta e viva (Cf. Ez 33,11).

Tale promessa risuona nelle parole e nelle manifestazioni della Vergine Maria, che sempre si propongono quale ancora di salvezza per ogni uomo, che spesso fa l’esperienza del “figlio che, sentendosi incompreso, confuso o indignato, abbandona la casa paterna per addentrarsi nella notte… È lo scialle della madre che lo copre nel sonno gelido, ponendo rimedio alla disperazione e alla solitudine. Sotto il manto materno che, da Fatima, si estende su tutta la terra, l’umanità sente tornare la nostalgia della Casa del Padre e del Suo Pane (cfr Lc 15,17).

padre Alberto Rocca icms

11min28


Chi siamo

Portale di informazione online della Diocesi di Trieste

Iscr. al Registro della Stampa del Tribunale di Trieste
n.4/2022-3500/2022 V.G. dd.19.10.2022

Diocesi di Trieste iscritta al ROC nr. 39777


CONTATTI