Il disegno come piacere e libera espressione

Al XXIII Convegno Fism, il pittore Paolo Cervi Kervischer, insieme a Serena Marcon, ha proposto una diversa visione del disegno per i bambini delle scuole

«Dopo gli otto anni si smette di disegnare per il piacere di farlo». L’osservazione è di Serena Marcon, intervenuta sabato mattina, 31 ottobre, accanto al pittore triestino Paolo Cervi Kervischer al XIII Convegno provinciale della FISM di Trieste: «Incontri che lasciano il segno. L’arte come esperienza e come patrimonio nella scuola», al Centro Pastorale Paolo VI di via Tigor, promosso dalla FIDAE Friuli Venezia Giulia in collaborazione con la FISM di Trieste. In sala una quarantina fra docenti delle scuole dell’infanzia e primarie e ospiti, con le delegazioni della FISM di Pordenone, Treviso e Vicenza.

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La mattinata si è aperta con la preghiera e il saluto del Vescovo di Trieste, monsignor Enrico Trevisi, che ha svolto una riflessione sull’arte a scuola come educazione alla bellezza: un’educazione che, cominciata nell’infanzia, costruisce persone capaci di costruire un mondo migliore. Ha portato il saluto dell’Ufficio Scolastico Regionale la dottoressa Monica Nardella, referente per le scuole paritarie, a nome del Direttore Generale dottoressa Patrizia Pavatti, esprimendo apprezzamento per la vitalità e la partecipazione che questi incontri continuano a registrare, anche per le tematiche proposte e per i relatori.
Protagonista della mattinata il pittore triestino Paolo Cervi Kervischer, formatosi alla Scuola libera di figura del Museo Revoltella e diplomatosi con Emilio Vedova all’Accademia di Belle Arti di Venezia, affiancato da Serena Marcon. Dal racconto del proprio percorso — a partire da un’infanzia segnata dallo stupore davanti alla bellezza delle cose — è passato all’esperienza dei laboratori con i bambini, dove la questione non è insegnare a disegnare bene ma lasciare libera l’espressione.

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Le indicazioni arrivate ai docenti sono state concrete e in qualche caso controcorrente: il colore prima del disegno, senza passare per il contorno a matita; le tempere nei tre colori primari, senza bianco né nero; il carboncino e la fusaggine al posto dei pennarelli, da evitare così come i disegni stereotipati; la copia dal vero come esercizio non di bravura ma di sguardo, perché disegnare è anzitutto imparare a vedere; e il contatto diretto con le opere d’arte come fonte di stimoli.

Il senso complessivo lo ha riassunto Marcon, intervenuta sul disegno infantile: l’arte a scuola come sviluppo della sensibilità dell’essere umano — esperienza di bellezza, apprendimento dello sguardo sul mondo, apertura di porte di accesso all’interiorità e bambini che diventano soggetti attivi del proprio mondo immaginale.
Il laboratorio pratico non si è potuto svolgere in sala: lo spazio e un abbigliamento poco adatto a maneggiare tempere e carboncino lo rendevano impraticabile. Al suo posto si è aperto un confronto lungo e partecipato, da cui è nata una prospettiva ben più impegnativa di un’esercitazione di un’ora. È stato deciso infatti di dare seguito al convegno con percorsi condotti da Serena Marcon direttamente nelle scuole della rete FISM che vorranno aderire: l’esperienza si svolgerà dunque là dove i bambini lavorano e insieme ai loro insegnanti, con l’obiettivo di allestire in ciascuna scuola uno spazio stabile dedicato, in cui l’arte possa trovare libera espressione.

Le scuole interessate ad aderire al percorso possono farne richiesta alla Segreteria della FISM di Trieste.

A metà mattinata ha fatto visita al convegno l’assessore alle Politiche del Territorio del Comune di Trieste, Michele Babuder, da sempre vicino alle scuole FISM e FIDAE della città, che ha espresso sincero apprezzamento per l’iniziativa e per il lavoro svolto quotidianamente con i bambini, anche nella diffusione della cultura del bello attraverso l’arte.
Anche il coffee break si è prolungato in uno scambio fitto fra i partecipanti e l’artista, da cui erano già emerse le prime ipotesi di collaborazione.

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La seconda parte della mattinata, dalle 11.35, è stata dedicata alla presentazione del volume «Friuli Venezia Giulia – Arte, storia e patrimonio» delle storiche dell’arte Barbara Coslovich e Serena Paganini, in dialogo con il professor Francis Contessotto, vicepresidente nazionale FIDAE. La presentazione del volume è realizzata con il contributo del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia. Qui è possibile leggere il Comunicato finale della FIDAE.

I lavori si sono chiusi alle 12.45.

A cura di Fism Trieste

Foto: Fism Trieste

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