“Caro fratello Francesco,…”: lettera ad un Santo amato

Prosegue l'afflusso di pellegrini verso Assisi in occasione dell'ostensione pubblica delle spoglie mortali di San Francesco, visibili fino al 22 marzo 2026

Pubblichiamo la testimonianza di un pellegrino, Silvano Magnelli, che, insieme ai parrocchiani della Beata Vergine Addolorata (Valmaura), si è recato ad Assisi in occasione dell’Ostensione pubblica delle spoglie di San Francesco. Parole, le sue, che sgorgano copiose e accorate dopo un vero e proprio incontro con la presenza viva del Poverello.

Caro fratello Francesco,
mi sono trovato anch’io in mezzo a quella folla immensa dei tuoi amici, che ti amano anche a distanza di secoli,  attratti dal carisma a propulsione  di bontà e di fraternità universale, che incanta anche oggi. 

Si resta sbalorditi da questa tua calamita inossidabile, che attira moltissimi uomini in cerca di quella pace, che era il tuo sogno e che ti ha fatto sfidare i violenti del tuo tempo, fossero crociati, fossero potenti a caccia di guerre e conquiste, fossero sultani guerrafondai. Si resta sbalorditi e felici nel vedere che persino i giovani di questo scorcio di secolo, pieno di disincanto, super progredito e tecnologico, fanno la fila assieme alle generazioni adulte e non certo per vedere alcuni resti seppure molto evocativi. 

Visto da vicino, quel corpo parla ancora, perché era il corpo di una grande anima e di un “piccolo gigante”, di bassa statura fisica, ma di immensa statura spirituale e di energia vitale.

Le ricostruzioni sempre più aggiornate della tua vita incredibile ci guidano alla scoperta di quel benefico fenomeno tellurico che sei stato tu,  un fenomeno che aveva messo a soqquadro la cittadina di Assisi, sbaragliando sistemi di selezione castale, lanciando  parole dolci e forti e anche scelte fiammeggianti, cambiando per sempre le comunità pietrificate e tenute insieme da prepotenza, affarismo insulso e disuguaglianze. 

Una volta udita la voce sussurrata dal Padre, nessuno è riuscito a fermarti, perché, come scrive Aldo Cazzullo nel suo libro su di te: ”Francesco era dolcissimo e ribelle, mite e rivoluzionario, umile e meraviglioso”. Forse in queste parole si spiega l’inspiegabile mistero che ti ha trasformato in una tipologia di uomo che, dice lo stesso autore, ne appare uno ogni mille anni. Perché davvero la tua profezia di un mondo di fratelli e di sorelle di pari dignità, di amici e non di nemici, della scoperta dei piccoli, di cui parlava Gesù come i veri depositari della Buona Notizia, della compassione per i malati e gli indifesi, di rifiuto delle guerre, era ed è ancora una profezia rivoluzionaria.

Dal tuo cuore innamorato di tutte le creature e di tutta la creazione si sono sprigionati raggi di luce, che non temono il passare del tempo: illuminano anche oggi moltissimi uomini e precedono la faticosa e scoscesa strada dell’umanità verso la pace e l’unità dei popoli.

Il ritardo nel cammino che ci hai indicato in nome di Cristo ci trova colpevoli, deboli e incoerenti: come cristiani sentiamo di non averti capito davvero, di non volere come nostro il tuo sogno, che era il sogno di Gesù. Ci ricordi il dovere di scegliere i perdenti e le vittime, ci ricordi che niente è più bello del perdono, ci ricordi  che perdiamo  tempo ed energie nelle banalità e nelle ambizioni che ci mettono l’uno contro l’altro; ci ricordi che prigione è l’idolatria dei soldi. 

Non siamo, come te, distaccati dai beni terreni, non capiamo la tua libertà esplosiva, creativa e sapiente al tempo stesso, ma sappiamo che ci segui e che possiamo rialzarci, magari tornando da un viaggio, dove non si vedono delle ossa, ma dove si respira  una gioia  inscalfibile e una felicità avvolgente.

Silvano Magnelli

Foto in evidenza: Siciliani-Gennari/SIR

6min24


Chi siamo

Portale di informazione online della Diocesi di Trieste

Iscr. al Registro della Stampa del Tribunale di Trieste
n.4/2022-3500/2022 V.G. dd.19.10.2022

Diocesi di Trieste iscritta al ROC nr. 39777


CONTATTI