Tutela della salute: non prestazioni, ma cura della persona

Incontro pubblico di riflessione sulla sanità pubblica: al Cinema Ariston i diritti della persona e l'interesse della collettività. Ospite, Rosy Bindi

“La Sanità pubblica italiana è fondata sui principi di universalità, equità e solidarietà, che però oggi rischiano di non essere applicati. Per favore, conservate questo sistema, che è un sistema popolare, nel senso di servizio al popolo […]. Questo sistema va curato, va fatto crescere, perché è un sistema di servizio al popolo”. Così si esprimeva Papa Francesco, a braccio come era sua consuetudine, rivolgendosi il 18 novembre 2023 alla Federazione Italiana Medici Pediatri e ai membri dell’Associazione Medici Otorinolaringoiatri Ospedalieri.

Questo discorso ha fatto da filo conduttore all’incontro che si è tenuto, con grande partecipazione di pubblico, al Cinema Ariston di Trieste il 22 aprile scorso, organizzato dal Coordinamento per la difesa della salute pubblica di Trieste, dal Forum salute mentale e dal Collettivo Marco Cavallo 2023, organismi che da anni cercano, con passione e determinazione, di sensibilizzare la popolazione su questi temi che riguardano tutti e specialmente i più deboli.

Spunto di riflessione è stata la presentazione del libro “Una sanità uguale per tutti. Perché la salute è un diritto”, pubblicato da Solferino nel settembre 2025, a firma di Rosy Bindi: già ricercatrice di diritto amministrativo all’Università Sapienza di Roma, a fianco del professor Vittorio Bachelet e docente di politiche sociali all’Università di Siena negli anni ’80, è stata Ministra della Sanità dal 1996 al 2000.

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Ha dato il via all’incontro il dr Peppe Dell’Acqua, medico psichiatra, che ha voluto portare sul palco una delle bandiere che affiancano Marco Cavallo, la scultura in cartapesta di colore azzurro – emblema della chiusura dei manicomi e della ‘liberazione dei pazienti’ avviata da Franco Basaglia negli anni ’70 – collocata per l’occasione nello spazio antistante il Cinema Ariston.

«Si tratta di una bandiera che non rappresenta un partito politico» ha fatto presente Dell’Acqua «ma la ‘cultura dello scarto’, termine tanto caro a Papa Francesco, in quanto viene realizzata con i tessuti di ombrelli rotti dalla Sartoria sociale ‘Lister’ che ha sede nell’ex ospedale psichiatrico di Trieste».

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Incalzata dalle domande di Dell’Acqua, Rosy Bindi ha ripercorso l’evoluzione del sistema sanitario italiano, ricordando che

«il punto di partenza è costituito dall’art. 32 della Costituzione, dove si afferma che la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività. Diritto dell’individuo, significa applicare un principio universalistico, quindi, senza effettuare distinzioni di razza, di religione: significa che non si rivolge solo ai lavoratori, ma a tutti.

Tutela della salute dell’individuo è prendersi cura della persona, non semplicemente erogare prestazioni sanitarie, ma porre al centro gli ultimi, gli scartati. Questo richiede integrazione fra servizi sociali e sanitari, tra medici di medicina generale e specialisti e rendere centrale l’assistenza primaria e territoriale. La salute» ha continuato «non è solo un diritto: è anche un interesse della collettività, che quindi deve farsi carico della spesa». Tematiche affrontate, come ha ricordato Dell’acqua, quando era ministra della Sanità Tina Anselmi. La legge 833 del 1978, istitutiva del Servizio sanitario nazionale, fu preceduta dalla legge 180, «la prima legge» come afferma anche Bindi nel suo libro «nella quale la cura del malato di mente era affidata a una pluralità di interventi territoriali, tra loro integrati, sanitari, sociali, culturali».   

Nel periodo in cui Rosy Bindi ha svolto l’incarico di ministra della Sanità è stato approvato, nel 1999, il decreto legislativo 229, che ha reso centrale l’assistenza primaria e territoriale: «Il Distretto diventa il cuore di un modello di assistenza che sa prendersi cura delle persone e non solo curare la malattia».

Nel corso dell’incontro, sono stati toccati molti aspetti che Bindi tratta nel suo libro: il volume analizza, infatti, l’attuale crisi del Servizio sanitario nazionale quale emerge dalla “diffusa insoddisfazione dei cittadini, dalle lunghe liste d’attesa, dal costante divario tra Nord e Sud del Paese, dalla grave carenza di molte figure professionali”. Una situazione nella quale

“il malessere dei pazienti e degli operatori convive con le buone pratiche e i buoni risultati in una continua oscillazione tra eccellenza e degrado”.

A queste riflessioni hanno fatto poi seguito numerosi interventi, che hanno analizzato l’attuale organizzazione sanitaria triestina e la necessità di una forte presa di coscienza della cittadinanza, affinché la tutela della salute venga intesa come “cura della persona” e non semplicemente come erogazione di prestazioni.

Raffaello Maggian

 

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