Dacci oggi il nostro pane quotidiano…

Una Catechesi al mese tratta dagli scritti del beato don Francesco Bonifacio sul Padre Nostro per vivere una vera vita cristiana
Per comprendere bene il senso di questa domanda noi dobbiamo ricordarci che essendo composti di anima e di corpo, abbiamo una doppia vita: la vita spirituale e la vita corporale e quindi abbiamo anche bisogno di un doppio cibo. Di cibo spirituale per la vita dell’anima e di cibo materiale per la vita del corpo. Quindi colle parole: Dacci oggi il nostro pane quotidiano noi domandiamo il cibo che è necessario al corpo e all’anima. Per il corpo domandiamo: il pane. Sotto questa parola non si deve intendere soltanto il pane vero e naturale, ma anche tutto ciò che è necessario al sostentamento della nostra vita temporale, dunque: il vitto, il vestito, l’abitazione.

E mentre questa domanda non esclude la nostra cooperazione giacché tutti dobbiamo guadagnarci il cielo col sudore della nostra fronte, essa ammaestra ad essere moderati nei nostri desideri, accontentarci dei beni temporali necessari nella misura che sono sufficienti alla vita.

Chiediamo poi il pane nostro perché non dobbiamo desiderare la roba degli altri, né un pane acquistato con l’ingiustizia, ma un pane acquistato onestamente con il lavoro perché è nostro soltanto quello che si giunge a possedere onestamente e con giustizia.

Il Divin Maestro vuole inoltre che domandiamo il nostro pane quotidiano, vale a dire di ogni giorno per condannare il troppo affannarsi per l’avvenire, diceva agli apostoli: nolite solliciti, cioè non siate tanto tormentati per il domani. […]

Finalmente diciamo dacci oggi perché tutti senza eccezione, ricchi e poveri, giorno per giorno siamo tenuti a pregare, avendo bisogno, ogni giorno, dell’assistenza divina. Ma quanti purtroppo non soddisfano a questo dovere per mesi e per anni. E come per il corpo domandiamo il pane materiale così per l’anima, chiediamo il pane spirituale della mente e dell’anima. Per la mente chiediamo il pane della parola di Dio che viene dato a noi o direttamente mediante le buone ispirazioni o indirettamente con la lettura di buoni libri e con le prediche. […]

Per l’anima poi domandiamo il pane di vita della Grazia e specialmente della SS. Eucarestia istituita a nutrimento delle nostre anime. E ricordatevi che le anime hanno un bisogno estremo di questo pane. Onde con la quarta domanda dacci oggi il nostro pane quotidiano noi domandiamo al Signore che ci infonda un vivo desiderio di ricevere Gesù Cristo nella SS. Eucaristia e di poterlo ricevere quotidianamente. 

Ma quanti si curano sul serio di ricevere questo pane divino? A questi si rivolge S. Ambrogio quando dice: Se il pane è quotidiano perché lo ricevi appena una volta all’anno? 

Ricevi quotidianamente ogni giorno ciò che ti giova ogni giorno: vivi così in modo di esser degno di riceverlo ogni giorno.

(Villa Gardossi, 20 maggio 1942)

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.La famiglia di don Francesco Bonifacio (lui, il primo a sinistra nella foto)

È interessante notare come don Francesco, nel commentare la richiesta contenuta nel Padre Nostro, non trascuri la dimensione materiale del pane quotidiano. Anzi, si sofferma molto su questo aspetto, prima di affrontare la dimensione spirituale della domanda. Del resto,

tutta la vita di don Francesco è impregnata di Vangelo e di Vangelo vissuto nella quotidianità delle varie azioni: così, nel parlare di carità lo fa con segni concreti non solo da lui indicati, ma prima di tutto vissuti. E la stessa cosa quando parla di fede: prima di tutto è lui che cerca di essere fedele a Dio e al popolo a lui affidato.

 

C’è un’ altra annotazione che va messa in evidenza: la richiesta del “pane quotidiano”, nella vita di don Francesco,

va collocata all’interno della sconfinata fiducia che egli ha nella Divina Provvidenza. Una fiducia che sperimenta già da bambino e da ragazzo

quando, ad esempio, venuto a mancare il padre e quindi il sostentamento economico, ugualmente ha potuto continuare gli studi in seminario, realizzando così il suo sogno di diventare sacerdote.

Mario Ravalico

 

 

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