Avremmo voluto pubblicare questo scritto in occasione del cinquantesimo anniversario di ordinazione presbiterale di don Christian Crisanaz. Oggi, però, il Signore ha chiamato a sé questo suo ministro.
La liturgia esequiale, presieduta dal Vescovo mons. Enrico Trevisi, si terrà sabato 30 maggio, alle ore 9.00, nella chiesa parrocchiale di Gesù Divino Operaio, in via Benussi, 13. Mentre affidiamo don Christian alla bontà del Buon Pastore, ricordando il suo prezioso servizio per la nostra chiesa diocesana, chiediamo a quanti lo hanno conosciuto, apprezzato e amato, una preghiera di suffragio.

Ogni volta che vado a far visita a don Christian Crisanaz, degente presso la Casa Ieralla, mi riaffiorano i ricordi di vari decenni di collaborazione con lui prima alla FARIT e poi nella Parrocchia di Gesù Divino Operaio.
Ricordarlo nei momenti di lucidità, nella sua vivacità e nel suo servizio per la comunità, è per me
un modo per onorare tutto ciò che ha donato a chi lo ha conosciuto. La sua testimonianza continua a essere una luce che illumina il cammino di chi gli vuole bene.
Fu nel lontano dicembre 1976 la prima occasione di conoscere don Christian, in occasione del Natale alla FARIT: lui venne invitato dalla presidente Enrichetta Loik a celebrare la Santa Messa per i soci. Da alcuni anni, assieme a Daniela, mia moglie, facevo volontariato in FARIT, accompagnando, in estate, i ragazzi che frequentavano i campi scuola in montagna.
Ricordo il volto di don Christian, appena ordinato nel giugno del 1976, quando affrontava le omelie con una certa timidezza e si percepiva il suo impegno a prepararle. La sua voce, seppur incerta, trasmetteva una profonda fede che coinvolgeva tutti i presenti in un clima di autentica partecipazione. Era evidente che, nonostante la poca esperienza, don Christian metteva il cuore in ogni parola.
In questi anni aveva anche l’incarico di segretario del nuovo vescovo, monsignor Lorenzo Bellomi, per il quale nutriva una profonda e filiale devozione, sentimento peraltro condiviso da tutti i giovani della diocesi colpiti dallo stile paterno e mite del Vescovo che, con la sua presenza, era fonte di ispirazione e incoraggiava i ragazzi a vivere la fede con entusiasmo. Il vescovo sapeva ascoltare e accompagnare ciascuno con saggezza, come un vero padre spirituale.
Dopo qualche anno, il Vescovo Lorenzo destinò don Christian all’incarico di cappellano presso la Parrocchia di Gesù Divino Operaio, allora retta da don Silvano Latin. Assieme a don Giorgio Parenzan, già attivo in parrocchia, don Christian iniziò a farsi conoscere dalla comunità finché nel 1993 venne chiamato a sostituire don Latin come parroco.
La sua presenza era discreta, ma sempre attenta alle esigenze di ciascuno. Grande organizzatore di pellegrinaggi e viaggi culturali, in quegli anni ha vissuto il suo ministero con grande serenità.
Ho collaborato con don Christian nella gestione delle tante attività e iniziative, imparando molto dal suo esempio di fede vissuta e dal suo stile semplice di servizio alla comunità. Notavo spesso in lui un’inquietudine rispetto alla responsabilità di condurre la parrocchia, soprattutto quando don Giorgio Parenzan, importante riferimento in, soprattutto per i giovani, lasciò Trieste per iniziare un suo percorso missionario con la Comunità di Villaregia.
Col tempo, con la vicinanza dei parrocchiani, don Christian ha però vissuto serenamente e con dedizione il suo servizio alla guida della parrocchia, fino al 2014, quando sono iniziati i primi sintomi della malattia. Gli ultimi 4 anni del suo servizio sono stati un crescendo di sofferenza. Nonostante le difficoltà legate alla salute, don Christian ha sempre trovato conforto nell’affetto della sua comunità.
Ora sta vivendo un momento difficile. Assieme a tutta la Chiesa di Trieste, rivolgiamo al Signore una preghiera, affinché lo accompagni in questo faticoso momento.
Gianfranco Piemonte
Foto da archivi diocesani e parrocchiali
Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti al nostro Canale Whatsapp cliccando qui















