La comunità celebra i santi Ermacora e Fortunato

Roiano, una festa di fede, comunione e testimonianza in occasione dei Santi Patroni della parrocchia e della Chiesa di Aquileia. Presente anche Vescovo Enrico.

Con una chiesa gremita di fedeli e un clima di intensa partecipazione il 12 luglio scorso si è celebrata la festa dei santi Ermacora e Fortunato, patroni della parrocchia di Roiano e della Chiesa madre di Aquileia. Una ricorrenza particolarmente sentita, che quest’anno ha assunto un significato speciale per la presenza del vescovo, che ha presieduto la solenne celebrazione eucaristica.

Ad accoglierlo è stato il parroco, don Andrea Mosca, che all’inizio della Messa gli ha rivolto un caloroso saluto, esprimendo la gioia della comunità per poter vivere la festa patronale insieme al proprio pastore. Negli anni precedenti, infatti, la ricorrenza vedeva il vescovo impegnato nella tradizionale celebrazione ad Aquileia, luogo dove si conserva la memoria dei due santi martiri e da cui ha avuto origine l’evangelizzazione di queste terre. La sua presenza ha rappresentato per la parrocchia un motivo di particolare gioia e un segno di vicinanza alla comunità.

Per don Andrea Mosca la celebrazione è stata anche carica di emozione.

Quella di quest’anno è infatti l’ultima festa patronale che vive da parroco della comunità, dopo gli anni di servizio pastorale trascorsi accanto a Roiano. La liturgia è stata così attraversata anche da un sentimento di gratitudine, condiviso da molti parrocchiani, per il cammino percorso insieme e per il legame costruito nel tempo.

A rendere ancora più significativa la giornata è stata la presenza di un gruppo di ministranti della parrocchia di Santa Maria Vergine, Madre della Chiesa di Varsavia, accompagnati da don Luigi Porro, sacerdote originario di Roiano. La loro partecipazione ha dato alla celebrazione un respiro internazionale

manifestando concretamente quella comunione tra Chiese che trova nell’Eucaristia la sua espressione più alta. La presenza dei giovani ministranti polacchi è stata accolta con grande cordialità dalla comunità, in un clima di autentica fraternità.

Nel corso dell’omelia il vescovo ha richiamato la figura dei santi Ermacora e Fortunato, ricordando come la tradizione li veneri quali primi annunciatori del Vangelo nella Chiesa di Aquileia. Ermacora, primo vescovo della città, e il diacono Fortunato condivisero la missione dell’evangelizzazione e il martirio, consegnando alle generazioni successive una testimonianza di fedeltà a Cristo che continua ancora oggi a illuminare il cammino della Chiesa.

Proprio a partire dal loro esempio, il vescovo ha invitato i fedeli a interrogarsi sul significato dell’essere cristiani nel tempo presente. La fede, ha ricordato, non può essere vissuta come un fatto privato, ma è chiamata a tradursi in una testimonianza concreta, capace di rendere visibile il Vangelo nella vita quotidiana. In questo senso ha richiamato il valore della processione che, come da tradizione, ha fatto seguito alla celebrazione eucaristica.

La processione, ha sottolineato, 

non è soltanto un gesto devozionale o una consuetudine da conservare. Camminare insieme dietro ai santi patroni significa portare la presenza del Signore nelle strade del quartiere, manifestando una Chiesa che non rimane chiusa nei propri spazi, ma si mette in cammino incontro alle persone. È il segno di una comunità che desidera annunciare, con semplicità ma anche con coraggio, che Cristo continua a essere presente nella storia e vicino a ogni uomo e a ogni donna.

L’invito del vescovo è stato quello di raccogliere l’eredità dei santi Ermacora e Fortunato non soltanto nella memoria liturgica, ma nello stile della vita cristiana: una fede capace di prossimità, di ascolto, di servizio e di speranza, soprattutto in un tempo in cui molte persone cercano punti di riferimento e segni credibili del Vangelo.

Al termine della celebrazione la comunità si è quindi raccolta nella tradizionale processione, alla quale hanno preso parte numerosi fedeli. Molto significativa anche la presenza dei ragazzi del Grest e dei loro animatori, che con entusiasmo hanno accompagnato la festa, offrendo l’immagine di una parrocchia viva e capace di coinvolgere le nuove generazioni. La loro partecipazione ha ricordato come la trasmissione della fede passi anche attraverso l’esperienza della vita comunitaria, della condivisione e della gioia dello stare insieme.

La festa patronale si è così confermata come uno dei momenti più importanti della vita della parrocchia: 

un’occasione per riscoprire le proprie radici, fare memoria dei santi che hanno annunciato il Vangelo in queste terre e rinnovare l’impegno a essere, ancora oggi, testimoni credibili della presenza e della vicinanza del Signore nel mondo.

La sagra in oratorio ha esteso la gioia della festa patronale anche a tutti gli abitanti del rione.

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