AC Gorizia: “La risposta è la cura, non la solitudine”

Un documento a sostegno della posizione dei Vescovi del Triveneto sul tema del fine vita come contributo al dibattito pubblico senza alimentare contrapposizioni

Sul tema del fine vita l’Azione Cattolica di Gorizia sostiene la posizione dei vescovi del Triveneto. Lo fa con un documento nel quale sottolinea che “la dignità della persona non può essere legata alle sue condizioni di salute, alla sua autonomia o alla sua capacità di essere produttiva. È proprio nelle situazioni di maggiore fragilità che una comunità è chiamata a misurare la propria capacità di cura e di prossimità”.
Da qui una richiesta rivolta con chiarezza alle istituzioni: rafforzare cure palliative, hospice, terapia del dolore, assistenza domiciliare e sostegno alle famiglie. Non soltanto come risposta sanitaria, ma come investimento nella possibilità concreta di accompagnare la persona e di non trasformare la sofferenza e la solitudine in un’esperienza senza alternative. L’Ac di Gorizia richiama però anche un secondo elemento: “La tutela della vita non significa accanimento terapeutico. La persona deve essere accompagnata con rispetto, competenza e attenzione, riconoscendo anche il limite della medicina e il valore di una cura proporzionata”.
Il documento vuole inserirsi nel confronto pubblico senza alimentare contrapposizioni: “Non intendiamo proporre una posizione di parte, ma contribuire al bene comune e a un confronto pubblico serio, libero da semplificazioni e contrapposizioni ideologiche”. “Riteniamo che una società sia davvero civile – viene evidenziato – quando sa prendersi cura delle persone più fragili e quando nessuno viene lasciato solo nel momento della malattia e della sofferenza”. “Per questo, in comunione con il nostro arcivescovo e con i vescovi del Triveneto, invitiamo le comunità cristiane, le istituzioni, il mondo sanitario e sociale e tutte le realtà associative a promuovere una vera cultura della cura e dell’accompagnamento”. “La libertà non può essere separata dalla responsabilità. La dignità non può dipendere dall’autonomia. La fragilità non può diventare motivo di abbandono”, ammonisce l’Ac di Gorizia, assicurando che l’associazione “continuerà a fare la propria parte perché ogni persona possa essere curata, accompagnata e sostenuta fino alla fine della propria vita, con dignità e senza solitudine”.

Alberto Baviera (Sir)

 

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