Carità ed evangelizzazione: un “tracciato” che apre nuove strade

Monsignor Enrico Trevisi è stato nominato componente della Commissione Carità e Salute della CEI, nonché componente della Presidenza di Caritas Italiana

«Decisamente una sorpresa». Monsignor Enrico Trevisi commenta così le nomine ricevute dalla Conferenza Episcopale Italiana nel pomeriggio di mercoledì 23 settembre. «Nell’ultima assemblea della CEI per quanto riguardava la Caritas il mio nome era saltato fuori, ma visto che il presidente uscente era il vescovo di Gorizia – e in ambito Cei c’è questa regola non scritta per cui si cercano di valorizzare tutti i territori – era praticamente impossibile che io fossi effettivamente nominato, proprio perché della stessa regione ecclesiale. E, invece… non solo sono stato inserito nella Commissione episcopale Carità e Salute – perché nella Cei si mettono insieme questi due ambiti -, ma sono stato anche nominato componente della Presidenza della Caritas italiana. Che cosa comporterà questo incarico, lo scoprirò».

Monsignor Trevisi ci accoglie nel suo studio, all’indomani di queste nomine, con il consueto sorriso che lo contraddistingue. Lo ascoltiamo mentre ci racconta come ha vissuto queste ore così cariche di novità.

Le nomine sono arrivate «in una giornata, come tante, piena di incontri con le persone, incontri istituzionali e pastorali, per cui

non ho ancora avuto la possibilità di metabolizzare la cosa. Non mi è ancora ben chiaro cosa comporteranno questi incarichi, ma sono certo che lo capirò un po’ alla volta. Immagino che qualche mia presenza in più a Roma sarà necessaria».

La Commissione Episcopale per il servizio della Carità e la Salute, il cui Presidente è monsignor Benoni Ambarus, Arcivescovo di Matera – Irsina e Vescovo di Tricarico che è anche Presidente di Caritas Italiana, ha il compito di promuovere la pastorale della carità e della salute e, per mandato, ha alcune precise caratteristiche:

  • è continuazione dell’azione sanante di Cristo;
  • è finalizzata all’evangelizzazione e alla costruzione del Regno;
  • è compito di tutta la comunità cristiana;
  • si svolge mediante la parola e l’azione caritativa in un determinato contesto storico e culturale come risposta alle necessità del mondo della salute.

Fondamento della pastorale sanitaria, come si legge sul sito della Cei, “è l’insegnamento evangelico che Gesù ha sviluppato nel suo ministero pubblico intersecando due atteggiamenti: la cura delle anime con la predicazione, la cura dei corpi con le guarigioni. E i dati biblici mostrano che le guarigioni costituirono una parte fondamentale dell’apostolato di Cristo”.

Guardando, invece, al ruolo della Presidenza di Caritas Italiana, come si evince dal suo Statuto, questo organo collegiale – del quale ora monsignor Trevisi fa parte, insieme al Presidente, monsignor Ambarus, e all’altro componente, monsignor Paolo Ricciardi, Vescovo di Jesi, a norma di Statuto

  • redige i programmi di attività annuali da sottoporre all’approvazione del Consiglio Nazionale;
  • delibera sugli atti di straordinaria amministrazione, approva i piani finanziari e i bilanci da inviare per la ratifica finale alla Presidenza della CEI;
  • sovrintende all’operato del Direttore nazionale, il quale dirige l’attività ordinaria in base alle linee deliberate dalla Presidenza.

 

La Carità è qualcosa che già appartiene profondamente al ministero episcopale di monsignor Trevisi e, forse, queste nomine si possono collocare in un percorso già tracciato che, agli occhi dei Vescovi Italiani non è passato inosservato:

«È vero: il mio ministero anche qui a Trieste è caratterizzato dalla Carità, ma è caratterizzato anche da un’attenzione all’evangelizzazione e dal cercare di essere in mezzo alla gente negli ambiti della malattia, dei giovani, delle varie associazioni, movimenti, comunità… a me appassionano tutte queste cose e insieme a queste anche la storia di Trieste. Non soltanto perché siamo la porta della rotta balcanica verso l’Europa, ma per il tema delle solitudini, delle povertà, per i disagi psichici e psichiatrici che affliggono tante persone. La mia storia e quello che ho trovato qui a Trieste si sono intersecati».

Si percepisce nelle sue parole una passione che ha radici profonde e che monsignor Trevisi intende “esportare” anche nei nuovi incarichi che è stato chiamato a ricoprire: «Nella Lettera pastorale dell’anno scorso “Ha cura di voi” – che non è affatto archiviata – si parlava della cura. Dio si prende cura di me e allora non devo temere, non devo lasciarmi prendere dall’angoscia, ma invece quando incontro una persona nelle sue fatiche, nei suoi bisogni, nelle sue povertà devo ricordarmi di questo. E

anch’io sono chiamato a fare la mia parte, nella mia libertà. Proverò, quindi, a metterlo in pratica anche in questi nuovi ambiti nei quali opererò tra Cei e Caritas italiana, portando l’esperienza di quanto stiamo già vivendo a Trieste».

Luisa Pozzar

 

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