Un’occasione preziosa di arricchimento umano e spirituale

La testimonianza di una persona che ha partecipato alla proiezione del documentario "In Odium Fidei"

A qualche giorno dalla proiezione del documentario “In Odium Fidei – i martiri della persecuzione titina”, tenutasi lunedì 28 ottobre al Cinema Giotto di Trieste, abbiamo ricevuto la testimonianza della signora Daniela Ettori. La pubblichiamo di seguito.

 

Sono nata a Gorizia, ma da oltre vent’anni vivo e lavoro a Trieste.

Lavorando nei pressi di Largo Don Francesco Bonifacio, ho iniziato a conoscere questa figura, conoscenza che ho approfondito grazie ad alcune installazioni a lui dedicate, allestite all’epoca all’interno della chiesa di San Giacomo nell’ambito di un’iniziativa promossa dalla Diocesi di Trieste.

La sua vicenda mi ha spinto a cogliere diverse occasioni di approfondimento sulla questione giuliano-dalmata e sull’esodo della comunità italiana.

Lunedì scorso ho avuto l’opportunità di assistere alla proiezione del docufilm In Odium Fidei, del quale ho particolarmente apprezzato la presenza di testimonianze dirette, accompagnate da immagini e documenti d’archivio che hanno contribuito a contestualizzare efficacemente gli eventi narrati.

Di particolare interesse è stato comprendere, come anticipato dal presidente della Lega Nazionale, Sardos Albertini, nel suo intervento introduttivo, che quanto accaduto non ebbe origine esclusivamente dall’odio verso gli appartenenti una determinata nazionalità. Si trattò piuttosto di una persecuzione che coinvolse persone di lingua e identità nazionale diverse, accomunate tuttavia dal coraggio di testimoniare fino in fondo la propria fede cristiana.

Una testimonianza vissuta anche attraverso la scelta di rimanere accanto al gregge loro affidato, pur nella consapevolezza delle minacce sempre più pressanti. Emblematico è il caso di don Francesco Bonifacio, che rifiutò di abbandonare la propria parrocchia, decisione che lo condusse poco dopo al martirio. Analogamente, don Miroslav Bulesič continuò a celebrare i sacramenti nonostante il grave pericolo, offrendo la propria vita in testimonianza della fede.

La mia situazione lavorativa e familiare non mi ha permesso di prendere parte ad altre iniziative organizzate dalla Diocesi per ricordare l’80° anniversario del martirio del Beato Bonifacio. Sono pertanto contenta di essere riuscita ad essere presente lunedì sera: è stata per me un’occasione preziosa, non solo per approfondire la conoscenza di una figura di tale spessore umano e spirituale, ma anche per collocarla nel corretto contesto storico, cogliendone meglio il valore e la testimonianza.

L’incontro ha rappresentato per me un momento di arricchimento umano e spirituale, lasciandomi il desiderio di approfondire ulteriormente la conoscenza della sua vita e del suo messaggio.

Daniela Ettori

 

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