Mi chiamo Donatella, ho 53 anni e dall’anno accademico 2022/23 ho iniziato gli studi accademici per poter fare l’insegnante di religione a scuola. Ora mi trovo al quarto anno su cinque del percorso e nel contempo sto lavorando come supplente.
A giugno del 2022 ero impiegata nell’ufficio personale di una grande cooperativa sociale cittadina e in quel periodo c’era un elevato turn over dei soci. Ricordo che la psicologa responsabile dell’ufficio personale un giorno fece una domanda a mo’ di battuta che mi colpì molto: “Ma dove vanno a lavorare tutte queste persone che si dimettono? Se andassimo via noi chi ci prenderebbe? Cosa andremmo a fare?”
Questa domanda cominciai a pormela personalmente aggiungendone un altro paio: “Quale lavoro potrei fare che mi facesse sentire più utile per la società e al tempo stesso mi permettesse di avere del tempo da dedicare alla famiglia? Come posso migliorare?”
Io al lavoro mi trovavo bene, mi sentivo valorizzata, ma pur essendo contenta della mia vita a tutto tondo sentivo che potevo fare meglio per me e quindi per chi mi stava accanto.
Mi ha colpito molto che nel mio cominciare a ragionare sulla scelta del cambio lavoro non ho mai slegato il mio benessere da quello di mio marito o della mia famiglia perché mi è molto chiaro che procedono insieme. Quando ha iniziato a prendere forma l’idea di fare l’insegnante di religione ne ho parlato prima con mio marito, e poi ho preso le informazioni sul percorso di studi che avrei dovuto seguire per fare questo nuovo lavoro.
Di pari passo ho chiesto al padre gesuita che ci seguiva, come gruppo famiglie, di aiutarmi in questo discernimento perché si trattava di una scelta importante che riguardava prima di tutto me, ma comportava cambiamenti per tutta la famiglia e non solo economici.
Alla fine a ottobre 2022, dopo 20 anni, dall’inizio del mio lavoro in cooperativa sociale, detti le dimissioni e mi iscrissi all’Istituto di Scienze Religiose Santi Ermagora e Fortunato, con sede a Udine, e mandai, contemporaneamente, la disponibilità, per delle supplenze, all’Ufficio Scuola Diocesano.
Riprendere a studiare dopo più di 25 anni non è stato semplice, ma dopo le prime lezioni il piacere di approfondire la sacra scrittura, la filosofia, l’esegesi comunque prevaleva sulla fatica dello studio e della frequenza serale.
L’Istituto Superiore di Scienze Religiose Ermagora e Fortunato si avvale di un sistema di formazione a distanza per gli studenti di Trieste; per cui in Via Besenghi è possibile seguire le lezioni in delle aule dedicate che hanno il collegamento diretto con le aule di Udine dove è presente il docente.
Lavorare a scuola è un’esperienza davvero molto arricchente, sono grata di poterlo fare e dirvi di più in poche righe non potrei.
Donatella Castellaneta
Foto: Siciliani – Gennari/SIR
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