Una realtà nata negli anni della pandemia e divenuta nel tempo una vera comunità di accompagnamento e speranza per malati per chi di loro si prende cura in tutta Italia: è questa l’esperienza che condividerà don Eugenio Nembrini, sacerdote bergamasco, che sarà a Trieste sabato 21 marzo per incontrare la città attraverso l’esperienza dei “Quadratini”.
Il nome viene dai piccoli riquadri che compaiono sullo schermo durante i collegamenti video. Dietro ciascuno di essi ci sono persone che vivono una condizione di malattia, disabilità, fragilità – propria o di un familiare – e che hanno trovato in questo appuntamento quotidiano un luogo di umanità e amicizia nonostante la distanza imposta dalle condizioni di salute.
L’esperienza è nata quando, durante il Covid, don Eugenio ha iniziato a celebrare la Messa in casa, collegandosi online con alcuni ammalati, e il passaparola ha fatto il resto. Oggi la rete dei “Quadratini” raccoglie più di duemila persone collegate da tutta Italia e anche dall’estero, unite dall’ascolto della Parola, dall’Eucaristia quotidiana e da un dialogo semplice e schietto sulla vita.
La proposta non è riservata a un’élite di “devoti”, ma è aperta a tutti: credenti e non credenti, persone praticanti e lontane, chiunque riconosca che la sofferenza e la malattia mettono davanti alle grandi domande sul senso dell’esistenza. Più che un “gruppo di malati”, è un cammino di compagnia: uno spazio in cui condividere paure, fatiche, ma anche scoperte e cambiamenti, fino a
testimoniare che il dolore, pur rimanendo duro, non ha l’ultima parola sulla vita.
In questo senso, la missione di don Eugenio – che oggi passa anche attraverso l’associazione “Quadratini & Carità”, nata per sostenere moralmente e materialmente gli ammalati e le loro famiglie – rappresenta uno dei modi in cui la Chiesa si reinventa seguendo gli inaspettati suggerimenti dello Spirito, cogliendo le sfide del presente come opportunità. L’uso delle tecnologie digitali, nato quasi per necessità, è diventato strumento concreto di comunione: un sacerdote – che tutto poteva immaginare nel suo ministero ma non certo un’opera del genere –, alcuni amici, una Messa trasmessa da una casa, e poi una trama di relazioni che trasforma il dolore condiviso in cammino di speranza, fino ad accompagnare molti amici “quadratini” nel loro passaggio alla vita eterna.
Nel pomeriggio di sabato don Eugenio visiterà i “quadratini” triestini. Il suo originale ministero lo porta a viaggiare molto, per incontrare personalmente chi non può muoversi da casa. Alle 19.00, nella chiesa di Gesù Divino Operaio, presiederà la Messa in collegamento con tutti i Quadratini d’Italia, segno visibile di una comunità diffusa che si ritrova attorno all’altare pur rimanendo nelle proprie stanze di ospedale o nelle case. A seguire, alle 20.00, sempre in parrocchia, si terrà l’incontro in cui don Eugenio racconterà la propria esperienza e il cammino dei Quadratini, dialogando con chi vorrà partecipare e offrendo uno sguardo diverso sulla malattia, non come parentesi da subire, ma come luogo in cui può nascere una sorprendente capacità di relazione, di affidamento e persino di impensabile gioia. La serata, nata in collaborazione tra le parrocchie di Gesù Divino Operaio e San Giacomo e che vedrà anche la presenza del Vescovo Enrico, sarà
il segno di una Chiesa che desidera mettersi in ascolto di queste storie, lasciandosi provocare da chi prova a vivere la cura delle relazioni in modo nuovo mettendo al centro la fragilità, per imparare insieme a custodire l’umano anche là dove sembra più esposto e indifeso.
Rudy Sabadin



