Il 19 marzo la Chiesa di Trieste si raccoglie in un clima di gratitudine per i 25 anni di episcopato di monsignor Giampaolo Crepaldi che ha annunciato il Vangelo del Signore nei suoi tredici anni di servizio in mezzo a noi.
Nato il 29 settembre 1947 a Pettorazza Grimani, in provincia di Rovigo, monsignor Crepaldi fu ordinato sacerdote il 17 luglio 1971 per la diocesi di Adria‑Rovigo. Fin dai primi anni di ministero mostrò una particolare attenzione alle dinamiche sociali e pastorali, alternando la cura parrocchiale con incarichi di formazione e responsabilità ecclesiali.
La sua formazione accademica è ricca e poliedrica: dopo la laurea in Filosofia all’Università di Bologna e un diploma di perfezionamento a Padova, conseguì il Dottorato in Teologia presso la Pontificia Università Urbaniana e la Licenza in Diritto Canonico alla Pontificia Università Lateranense.
Nel 1986 entrò a servizio della Conferenza Episcopale Italiana come Direttore dell’Ufficio per i Problemi Sociali e il Lavoro, affrontando con profonda competenza i nodi più delicati della società contemporanea. Successivamente, nel 1994, entra a servizio della Santa Sede come Sotto‑Segretario e poi Segretario del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, contribuendo anche alla stesura dell’Enciclica Caritas in veritate di Benedetto XVI.
Eletto alla Chiesa titolare di Bisarcio il 3 marzo 2001, è stato ordinato Vescovo il 19 marzo dello stesso anno da San Giovanni Paolo II nella basilica di San Pietro in Vaticano.
Nel 2003 ha fondato l’Osservatorio Internazionale Cardinale Van Thuân sulla Dottrina sociale della Chiesa, di cui è stato Presidente e dal 2019 ne è Presidente emerito.
Il 4 luglio 2009 papa Benedetto XVI lo chiamò alla guida della Diocesi di Trieste, conferendogli il titolo personale di Arcivescovo. Il suo ingresso nella diocesi triestina, il 4 ottobre 2009, segnò l’inizio di un ministero attento alla città e alla sua multiforme anima culturale e religiosa.
Per tredici anni monsignor Crepaldi ha promosso la Caritas Diocesana, ha incoraggiato il dialogo con le istituzioni e con il mondo del lavoro, e ha sempre posto al centro la Parola di Dio e i Sacramenti come sorgenti vivificanti per tutta la comunità cristiana.
Per prepararci al felice anniversario, vorremmo fare alcune sottolineature sul ministero del vescovo Giampaolo. In primo luogo vorremmo ricordare l’ideazione della Cattedra di San Giusto. Articolata in tre momenti annuali (settembre, Avvento e Quaresima), le rassegne non sono state pensate come semplici conferenze, ma come momenti formativi e di riflessione sui temi artistici, letterari, sociali e teologici. Spesso si sono affrontati temi di frontiera come il dialogo tra fede e cultura, il rapporto tra fede e scienza, sempre arricchiti con interventi di figure di spicco del mondo accademico e teologico.
Tali iniziative hanno voluto rilanciare lo sguardo cristiano sul significato ultimo della vita e della cultura, in un tempo in cui la società richiede un confronto serio e motivato con le domande profonde dell’uomo. Questo aspetto ha contribuito a inserire la Chiesa di Trieste in un dialogo più ampio con il mondo culturale cittadino.
Un secondo momento importante del ministero episcopale è stata la convocazione del Sinodo Diocesano, l’assemblea convocata dal vescovo in cui presbiteri, diaconi, consacrati e laici si incontrano per discernere insieme le esigenze pastorali e missionarie della Chiesa particolare, definendo orientamenti, proposte e decisioni per la vita della diocesi. L’Arcivescovo Crepaldi ha, infatti, indetto il Sinodo con l’obiettivo di rispondere alle sfide del nostro tempo e di consolidare la fede cristiana nella comunità locale.
L’avvio ufficiale del Sinodo — con la solenne concelebrazione nella Cattedrale di San Giusto — si è realizzato in un importante anniversario: l’11 ottobre 2012, nel contesto del 50º anniversario dell’apertura del Concilio Vaticano II e dell’Anno della Fede indetto da papa Benedetto XVI.
Il tema, tratto da Col 1,23, “Permanetis in fide fundati et stabiles (purché restiate fondati e fermi nella fede)” chiarisce il cuore del cammino sinodale: un ritorno alle sorgenti della fede e un rinnovato impegno di testimonianza cristiana in un tempo segnato da secolarismo e sfide culturali.
Il Sinodo non è stato solo un momento celebrativo, ma un percorso di discernimento comunitario per affrontare le difficoltà dell’annuncio evangelico nella società contemporanea, il declino di riferimenti religiosi condivisi e la necessità di una nuova evangelizzazione.
Il ministero episcopale di monsignor Crepaldi in Diocesi è culminato con la visita pastorale, che era collegata al Sinodo diocesano, in quanto doveva verificare e promuovere l’attuazione nei vari ambiti parrocchiali, soprattutto riguardo all’annuncio, la celebrazione e la testimonianza della fede, tenendo conto degli orientamenti e delle sperimentazioni che venivano promosse dalla riflessione sinodale.
Un’ultima sottolineatura, che vogliamo fare, è la particolare attenzione data al tema della catechesi. Uno dei primi interventi del Vescovo fu rivolto proprio ai catechisti. Si esprimeva così:
“Il catechista è un evento! Lo è per la Chiesa, ma lo è anche per la città. Quando la comunità cristiana esprime ministri — preti o laici che siano — gioiosi, convinti, culturalmente e spiritualmente formati, non è solo la chiesa a crescere, ma anche la comunità civile. Sì, miei cari catechisti, siate convinti di questo, umilmente fieri del compito di grazia che vi è affidato. Quando educate, voi migliorate il mondo; quando date spazio al bambino, al ragazzo, all’adulto che incontrate, voi onorate l’immagine di Dio che è nel suo cuore; quando formate le coscienze, voi coltivate non solo nuovi credenti, ma anche cittadini responsabili” (23 ottobre 2009).
Il 2 febbraio 2023 papa Francesco ha accolto le sue dimissioni per raggiunti limiti di età, nominandolo Amministratore Apostolico fino all’insediamento del suo successore e, dal 23 aprile 2023, è Vescovo emerito di Trieste.
In questo XXV anniversario di ordinazione episcopale, rivolgiamo il nostro ringraziamento al Signore per il dono di un pastore capace di unire il rigore dottrinale all’impegno sociale, sempre attento alla salus animarum.
Nell’ottocentesimo anniversario della morte di San Francesco, vogliamo ricordare le parole dell’omelia di inizio ministero a Trieste, nella quale si rifece proprio al Patrono d’Italia per inquadrare la sua opera apostolica nella nostra Chiesa:
“Eccomi qui a Trieste in questo 4 ottobre, giorno che la Chiesa universale dedica a festeggiare la memoria di San Francesco di Assisi, patrono d’Italia. Vi confesso subito che unico mio obiettivo, in ogni mia scelta e decisione, sarà la salus animarum, così come avvenne per il Poverello d’Assisi, che fu sempre e unicamente mosso da zelo per la salvezza dei fratelli. Considerando «che l’Unigenito di Dio si è degnato di essere appeso alla croce per le anime», «non si riteneva amico di Cristo, se non amava le anime che Egli ha amato» e «scelse di vivere per Colui che morì per tutti, ben consapevole di essere stato inviato da Dio a conquistare le anime che il diavolo cercava di rapire». La salus animarum lo spinse pure a promuovere la dignità e i diritti della persona, creata e formata «a immagine del Figlio diletto secondo il corpo e a similitudine di lui secondo lo spirito» nonché a difendere la salvaguardia del creato, poiché tutte le cose sono state create per mezzo di Cristo e in vista di Cristo e tutte in Lui sussistono (cfr. Col 1,16-17)”.
Grazie, monsignor Crepaldi, per questi 25 anni di servizio. Che il Signore continui a benedire il suo cammino e a rendere fecondo il seme della sua opera nella Chiesa e nella città di Trieste.
Il Vescovo, monsignor Enrico Trevisi, invita tutti i fedeli della diocesi a partecipare alla Santa Messa che l’Arcivescovo monsignor Giampaolo Crepaldi presiederà giovedì 19 marzo, giorno del suo 25° di ordinazione episcopale, alle ore 18.30, nella Cattedrale di San Giusto.
A cura della redazione
Foto in evidenza: Luca Tedeschi
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