Fino al 1° marzo è visitabile presso la Sala Comunale d’Arte di Trieste la mostra “NOTRE DAME”, nuova personale di Carolina Franza, introdotta dall’architetto Marianna Accerboni, che segue l’artista fin dal 2000.
La mostra indaga la luce come materia viva, attraverso l’uso di pigmenti storici dalla struttura cristallina irregolare – come il rosso cinabro autentico e il giallo di Napoli – la cui granulometria non uniforme permette una rifrazione multipla della luce. Questa particolare morfologia delle particelle genera una diffusione interna che apre lo spazio pittorico, creando una luminosità profonda e non replicabile con pigmenti sintetici micronizzati.
Il titolo NOTRE DAME richiama la Madre di Dio e la Sapienza, ma anche evocano le grandi vetrate e le statue lignee delle Madonne nere francesi. Le tavole sono realizzate secondo una tecnica antica: abete preparato con bisso di lino, alabastro di Volterra, bolo rosso armeno, oro zecchino e tempera a uovo, completate da una vernice finale che ne esalta la vibrazione ottica.
Il percorso espositivo restituisce una pittura che non rappresenta, ma rivela: la luce non è applicata, è generata dalla materia stessa. Le opere di Carolina Franza si collocano così in una linea che unisce tradizione, ricerca e visione contemporanea, trasformando l’icona in un luogo di attraversamento e di Presenza.







