25 anni da vescovo: un compito e dovere di amore

Sacerdoti, vescovi e fedeli hanno riempito la Cattedrale di San Giusto per la Messa in occasione del 25° anniversario di ordinazione episcopale di monsignor Crepaldi

La Cattedrale di san Giusto si è riempita di fedeli nella serata di giovedì 19 marzo, solennità di san Giuseppe, per la celebrazione eucaristica presieduta dal nostro vescovo emerito, Giampaolo Crepaldi, nel XXV anniversario della sua ordinazione episcopale. Presenti numerosi sacerdoti con il vescovo di Trieste, Enrico Trevisi, l’amministratore apostolico di Gorizia, Carlo Roberto Maria Redaelli e l’arcivescovo di Udine, Riccardo Lamba.

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Un indirizzo di saluto è stato rivolto a monsignor Crepaldi da don Mario De Stefano, al quale il presule ha conferito l’ordinazione sacerdotale nel 2010, primo di una nutrita schiera di preti che sono entrati nel presbiterio diocesano per l’imposizione delle mani del vescovo Giampaolo. «L’anima mia magnifica il Signore…», monsignor Giampaolo Crepaldi ha espresso la gratitudine al Signore per il mistero insondabile del suo amore, ricordando l’esortazione rivolta da papa San Giovanni Paolo II il giorno della sua ordinazione episcopale: “Come san Giuseppe, amate e servire la Chiesa”. Ha dedicato un pensiero grato a papa Benedetto XVI, maestro di verità nella carità. Infine, l’arcivescovo ha evocato la luminosa figura del venerabile cardinale François-Xavier Nguyễn Văn Thuận (1928–2002), che ha subito il martirio per dodici anni nelle carceri vietnamite del regime comunista.

Monsignor Crepaldi dal 2001 al 2009 è stato Segretario del dicastero Vaticano Giustizia e Pace,

presieduto dal cardinale Văn Thuận, dal quale ha ricevuto in dono la croce pettorale, che ora è stata affidata, come una reliquia, a monsignor Enrico Trevisi. 

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Nell’omelia, l’arcivescovo Giampaolo ha ripercorso i venticinque anni del suo episcopato come “un compito e dovere di amore”.

«Ringrazio, in particolare, questa Chiesa diocesana, che mi ha sempre accompagnato e sostenuto. Penso con animo grato al mio vicario generale, don Pier Emilio Salvadé, e al segretario particolare, don Mario De Stefano, che mi hanno sostenuto anche in momenti difficili. La presenza questa sera dei pastori delle comunità serbo e greco ortodossa, ravviva in me la memoria del fecondo cammino ecumenico compiuto insieme. Un grazie, infine, desidero esprimerlo alla città  di Trieste, che mi ha accolto il 4 ottobre 2009 con i suoi tratti civili, la vasta cultura, la bellezza architettonica, la storia intessuta da tragedie belliche e umane, da cui ha saputo trarre un animo generoso, senza lasciarsi abbattere da un destino infausto e penalizzante». 

 

Il vescovo Giampaolo ha ricordato il senso di smarrimento provato dinanzi alla Foiba di Basovizza e alla Risiera di San Sabba, con l’ammirazione per un popolo capace di fiorire dalle sue lacerazioni sanguinanti, come attestato dal concerto dei tre presidenti, uno storico evento di riconciliazione tra i popoli, tenutosi a Trieste il 13 luglio 2010 in Piazza Unità d’Italia. Il concerto vide la partecipazione dei Presidenti della Repubblica di Italia (Giorgio Napolitano), Slovenia (Danilo Türk) e Croazia (Ivo Josipović). Un anelito di pace che ricorda il voto espresso il 30 aprile 1945 da monsignor Antonio Santin, dinanzi all’effige della Madonna delle Riconciliazione, per ottenere la salvaguardia di Trieste in una circostanza di inaudita gravità: dipinto ora esposto nella Cappella situata in via Cavana.

Da monsignor Giampaolo Crepaldi è giunto un invito a

«promuovere Trieste, quale città dell’amicizia e della pace, con il patrocinio di tutti i suoi santi e martiri, da San Giusto al Beato don Bonifacio, con l’intercessione di Maria e la grazia di Gesù, unico e vero Salvatore». 

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Il vescovo di Trieste, Enrico Trevisi, ha inteso esprimere la gratitudine di tutta la diocesi per i benefici ottenuti dal Signore, tramite il ministero episcopale di monsignor Crepaldi, al quale ha donato un dipinto raffigurante la Madonna, madre della riconciliazione, realizzato da Amedeo Brogli, unitamente a un album fotografico che ritrae il vescovo Giampaolo dal 2009 al 2023 in diverse immagini istantanee,

«a testimonianza degli anni spesi quale vescovo di Trieste, nel nome del Signore, con tante energie profuse a gloria di Dio». 

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In questa fausta ricorrenza, il sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, ha conferito il Sigillo della Città di Trieste a monsignor Giampaolo Crepaldi, in segno di riconoscenza per l’impegno profuso dal presule al servizio del bene comune.

don Manfredi Poillucci

 

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