Più di 50 fra studentesse e studenti della Scuola di lingua e cultura italiana della Comunità di Sant’ Egidio hanno ricevuto, lunedì scorso, gli attestati di partecipazione ed i diplomi nel corso di una festosa cerimonia, svoltasi presso l’Auditorium del seminario vescovile, alla presenza del Vescovo, Enrico Trevisi e dell’assessore alla cultura del Comune di Trieste, Giorgio Rossi.
In apertura dei lavori la coordinatrice della scuola, Loredana Catalfamo, ha ringraziato, oltre al Vescovo e all’assessore, la Fondazione CRTrieste, la Fondazione Pietro Pittini e Solidarietà Trieste Onlus per il concreto sostegno offerto negli anni alla scuola.
Catalfamo ha ricordato che la scuola fa parte del network delle scuole di Sant’Egidio ed è nata nel 2011 nel quartiere di Barriera Vecchia.
Quindici anni di attività e di crescita, consentite grazie alla disponibilità di don Paolo Iannaccone prima e a don Roy Benas oggi, che hanno accolto l’iniziativa con cuore e braccia aperte, dando sostegno ed incoraggiamento nella parrocchia di Santa Teresa del Bambino Gesù.
“Quindici anni – ha detto Catalfamo – sono una piccola storia che parla anche attraverso la lettura di alcuni numeri. Il primo corso ha avuto inizio con 6 donne, provenienti dall’area dei Balcani e quest’anno scolastico si sono iscritte 235 persone, di cui 140 donne e 95 uomini, confermando l’attenzione particolare che la scuola attribuisce alle donne, il cui ruolo è strategico nei processi di integrazione”.
Gli iscritti sono presenti in tutte le fasce di età, fino a 70 anni, con una prevalenza (68 unità) nella fascia di età 31-40 anni.
Provengono da 43 Paesi del mondo e i più rappresentanti sono Senegal (47), Ucraina e Pakistan (26), Georgia (22), Kossovo (13) e Cina (11).
Sono distribuiti in 15 corsi (mattutini, pomeridiani e serali) che vanno dai corsi per principianti, sino ai corsi di B2
“Ma la nostra scuola non è solo una raccolta di numeri, provenienze o tassi di frequenza, è innanzitutto una storia di incontri, di accoglienza e di risposte alla grande domanda di integrazione che proviene dai molti migranti giunti nel nostro Paese e nella nostra città, troppo spesso accolti da un ingiustificato clima di ostilità e pregiudizio”.
Persone, continua Catalfamo, in cerca di una vita migliore, fuggiti da violenza e da povertà che, talvolta, hanno smarrito le coordinate del viaggio della loro vita”.
La scuola e i suoi insegnanti, tutti volontari, accolgono con amicizia, imparando – giorno dopo giorno – a prendersi cura della vita e del destino degli altri.
Il primo alfabeto che si insegna è quello del cuore, la scrittura arriva dopo, a suo compimento.
“Nel cuore degli insegnanti – conclude Catalfamo – c’è un grande sogno che si coltiva, giorno dopo giorno, con cura artigianale: mettere piccoli mattoncini per un mondo dove nessuno sia più straniero, ma fratello nel cammino verso la costruzione di un mondo nuovo di pace”.
Successivamente 2 studenti hanno ringraziato i maestri, testimoniando la loro gratitudine per quanto ricevuto nelle materie di studio ma anche per la grande amicizia ed umanità.
L’assessore Rossi si è rivolto agli studenti definendoli “straordinari” come lo è la nostra città cosmopolita, multietnica e multireligiosa, una Trieste che accoglie. Ed ha augurato un mondo nuovo e migliore.
Sono stati quindi consegnati gli attestati di frequenza ed i diplomi dalle maestre e dai maestri di riferimento.
Il responsabile della Comunità di Sant’Egidio, Paolo Parisini, ha portato i saluti della comunità e si è soffermato sulla crescita della scuola, crescita che ha sempre a base l’amicizia come tutti i servizi della Comunità.
Infine il Vescovo Enrico, ha rivolto un affettuoso saluto alle studentesse e agli studenti ricordando come queste iniziative siano monumenti umani fatti non di pietre ma di cuori con il concorso di tante persone volontarie. Luoghi dove si incontrano amicizia, ascolto e dialogo.
L.C.
Comunità di Sant’Egidio



