Affreschi di Dutovlje: testimonianza di una grande storia

Il Vescovo Trevisi in visita alla chiesa di San Giorgio, con il racconto in arte della figura di Enea Silvio Piccolomini, divenuto Papa con il nome di Pio II

Dutovlje, citata già in un documento risalente all’anno 1284 come Villa Dietendorf,  si trova nel cuore dell’altopiano carsico, nel territorio del Comune di Sesana (Slovenia) cosparso di vigneti. L’antico borgo si stringe intorno alla chiesa di San Giorgio, che svetta sulla sommità di un colle che raggiunge l’altezza di 316 metri s.l.m. Per il suo valore architettonico e culturale essa è inserita nel registro del patrimonio nazionale. L’attuale costruzione a tre navate con matronei sopra le due navate laterali – il che costituisce un’eccezione per le chiese del Carso – risale al periodo della Controriforma, quando in Slovenia, e non solo, si demolivano le precedenti costruzioni gotiche per sostituirle con edifici consonanti al gusto barocco. La ristrutturazione si protrasse dal 1632 al 1740. Tuttavia la chiesa di San Giorgio di Dutovlje s’ispira più al gusto pacato e lineare del Rinascimento che all’esuberante monumentalità barocca diffusa nel resto dell’area dell’Impero asburgico.

La consacrazione dell’originaria chiesa di stile gotico avvenne il 19 luglio 1450 dall’allora Vescovo di Trieste Enea Silvio Piccolomini, futuro Papa Pio II. Lo accerta una bolla rinvenuta nel primo Ottocento durante la demolizione dell’antico altare, bolla che lo storico triestino Pietro Kandler nella sua lettera del 31 gennaio 1855 definisce ‘di importanza monumentale’, giacché essa attesta che Enea Silvio Piccolomini, futuro Papa Pio II, fu effettivamente Vescovo di Trieste.  

Pochi anni dopo, nel 1862, l’allora Vescovo di Trieste, lo sloveno Bartolomeo Legat, volle onorare il suo illustre predecessore e ne fece collocare il busto di bronzo, commissionato allo scultore Bela Brestyanskij, sulla facciata della cattedrale di San Giusto, mentre il suo calco in gesso lo donò alla chiesa di Dutovlje.

Enea Silvio Piccolomini fu uno dei più insigni diplomatici nell’Europa del XV secolo. Era nato il 18 ottobre 1405 a Corsignano, nei pressi di Siena, cittadina toscana, successivamente chiamata, in suo onore, Pienza. Intraprese studi umanistici e giuridici, e, secondo il gusto del tempo, si dedicò alla composizione di opere letterarie, tra cui anche una commedia. 

La sua carriera politica ed ecclesiastica ebbe inizio quando, invitato alla corte di Vienna, divenne segretario dell’imperatore Federico III d’Asburgo, che nel 1442, per i meriti letterari, lo incoronò ‘poeta laureato’. Nel 1445 Piccolomini già quarantenne, dopo aver abbandonato lo stato laicale, venne consacrato presbitero. La sua carriera ecclesiastica fu rapida: nel 1447, su proposta di Federico III, divenne Vescovo di Trieste; nel 1450 Vescovo di Siena; nel 1456 Cardinale; nel 1458 Papa col nome di Pio II. 

Erano tempi difficili. Da pochi anni i Turchi avevano occupato Costantinopoli e posto fine al millenario impero bizantino, baluardo della cristianità in Oriente. Pio II ebbe ancora l’animo di bandire una crociata, ma ad Ancona, dove attendeva  invano le navi dei principi cristiani, sopraffatto dalla gotta che ne minava la salute, morì. Era il 14 agosto 1464.

Da qualche anno la chiesa di Dutovlje fa parlare di sé anche per gli affreschi. Essi vennero alla luce per puro caso. Correva il mese di novembre dell’anno 2009 e l’allora parroco, Bogdan Špacapan, stava promuovendo importanti lavori di restauro e di manutenzione, tra cui la sostituzione del vecchio confessionale tarlato con uno nuovo. Durante la rimozione del vecchio confessionale dal fondo della navata sinistra apparvero sul muro, a sinistra della vecchia porta ad ogiva, due teste, di cui una cinta da una corona imperiale. Don Bogdan mi interpellò. Accorsi sul posto e compresi subito che si trattava di una scoperta straordinaria. Mi rivolsi immediatamente a persone competenti di mia conoscenza a Trieste, tra cui l’amica Chiara Cadore, direttrice della Soprintendenza per i Beni Culturali di Trieste. Lei mi indirizzò ad un restauratore professionista, Andrej Rupel, sloveno di Sgonico, il quale accorse qualche giorno dopo, operò la pulitura e allargò la superficie affrescata. Fatto incredibile: 

vennero alla luce altre due teste, di cui una cinta della tiara papale del Triregno. Un Imperatore e un Papa! E chi potevano essere se non Federico III d’Asburgo e Papa Pio II? 

Tre mesi fa, precisamente il 16 marzo 2026, si parlò di questi affreschi nel corso della presentazione del libro su Piccolomini umanista, redatto da Fr. Jan Dominik Bogataj e Anja Božič. La presentazione ebbe luogo nella sala conferenze del Museo Petrarchesco Piccolomineo diretto dalla dottoressa Alessandra Sirugo. Era ospite d’onore il Vescovo di Trieste, monsignor Enrico Trevisi. Colsi l’occasione per intervenire e raccontare la mia diretta esperienza. In seguito, il Vescovo mi espresse personalmente il desiderio di venire a Dutovlje per vedere la chiesa e gli affreschi.

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Il progetto di questa visita si è realizzato lo scorso 18 giugno, quando ho avuto l’onore di accogliere il Vescovo di Trieste con alcuni sacerdoti e la dottoressa Alessandra Sirugo nella mia domačija, dove lo attendevano il giovane parroco di Dutovlje, Gašper Lipušček e le amiche del locale Gruppo biblico. L’incontro è stato cordiale e aperto alla reciproca conoscenza. Da parte mia, documenti alla mano, ho tracciato una breve storia della chiesa e dei vari rinvenimenti che ne hanno delineato l’importanza. L’incontro si è concluso con la visita del sacro edificio.

Duja Kaucic Cramer

Foto: don Mafredi Poillucci

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