Solidarietà e sostegno ai marittimi bloccati a Hormuz

Più di 20 mila marittimi sono bloccati a bordo nello Stretto di Hormuz, esposti a minacce costanti, stress psicologici e, in alcuni casi, uccisi negli attacchi.

Più di 20 mila marittimi sono bloccati a bordo nello Stretto di Hormuz, esposti a minacce costanti, stress psicologici e, in alcuni casi, uccisi negli attacchi. In generale, con le crescenti tensioni geopolitiche globali, i lavoratori del mare si trovano sempre più spesso intrappolati in aree di conflitto. A mettere in luce la situazione è Stella Maris, l’agenzia pastorale della Chiesa cattolica inglese, nata a Glasgow nel 1920, che si occupa di pastorale dei marittimi. Mentre il conflitto in Ucraina entra nel suo quarto anno, dice una nota, l’organizzazione continua a garantire supporto psicologico, kit di sicurezza per i marinai e aiuti economici alle famiglie. È un’esperienza sul campo che Stella Maris è pronta a replicare per i marittimi colpiti dalla crisi in Medio Oriente. In vista della “Domenica del mare” (Sea Sunday) che si celebrerà in tutto il mondo il prossimo 12 luglio, una nota evidenzia che “i marittimi sono lavoratori chiave, una forza lavoro invisibile da cui dipende il movimento delle merci essenziali nel mondo”. La Domenica del mare sarà l’occasione per pregare e ringraziare chi lavora in condizioni di isolamento e pericolo, ma anche per sostenere la rete di cappellani e volontari che offre assistenza pratica e spirituale nei porti di tutto il globo. L’agenzia (ex Apostolato del mare), che vive di donazioni volontarie, lancia un appello globale alla responsabilità e al rispetto per una categoria che, oggi più che mai, si trova in prima linea nelle emergenze internazionali.

(SIR)

Foto in evidenza: Siciliani-Gennari/SIR

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